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"Sullo stoccaggio della CO2 il Sindaco faccia chiarezza"

Intervento di Fabiana Attig di Freedom che si è rifatta alle dichiarazioni di un tecnico di fine 2006

Intervento di Fabiana Attig di Freedom che si è rifatta alle dichiarazioni di un tecnico di fine 2006

CIVITAVECCHIA – “Enel sarebbe pronta a costruire un nuovo impianto per stoccare la co2, l’anidride carbonica”. Ad annunciarlo è il movimento politico Freedom che in una nota ha descritto le varie fasi di questo progetto che l’azienda elettrica, dopo averlo annunciato 2 anni fa, avrebbe, secondo il movimento di centrodestra, continuato a portare avanti.
“Come qualcuno ricorderà – spiega il coordinatore politico Fabiana Attig – si era parlato della realizzazione di un impianto sottomarino, al largo delle nostre coste, per lo stoccaggio e la codiddetta “catturazione” della CO2, la tecnologia CCS (CO2 Capture & Storage) consente di catturare e sequestrare la CO2 generata dall’impiego delle fonti fossili. Da allora l’Enel ha proseguito a lavorare sul progetto ed oggi, con i toni trionfalistici che la contraddistinguono, annuncia che a Civitavecchia costruirà tra breve un nuovo impianto”.
“Lo scorso dicembre – prosegue Attig – intervenendo in un convegno internazionale, svoltosi presso l’Ambasciata Britannica, l’Ing. Stefano Malloggi dell’Enel ha testualmente dichiarato: “Prevediamo per il 2013-2014 di impiegare le tecniche per catturare e stoccare sottoterra l’anidride carbonica emessa dalla centrale di Torre Valdaliga Nord a Civitavecchia. L’anidride carbonica che sarà emessa dalla centrale di Civitavecchia – ha spiegato Malloggi – verrà controllata, bloccata prima dell’immissione in atmosfera e stoccata in un giacimento acquifero, ovvero un lago sotterraneo che si trova vicino alla centrale”.
Gli esponenti di Freedom, si scagliano contro il sindaco “decisamente troppo distratto sulle politiche energetiche di Enel”.

“Moscherini – si chiede la Attig – sa quello che succede a Civitavecchia oppure no? Perché, se non conosce lo stato di avanzamento di questo progetto Enel, vuol dire che l’azienda elettrica non tiene nella minima considerazione le istituzioni di Civitavecchia. Per contro se invece fosse edotto su questo problema, sarebbe molto grave il non aver voluto informare i suoi “concittadini” e i suoi Consiglieri Comunali, che sono coloro che dovranno poi alzare la mano per approvare il piano. Dobbiamo aspettarci l’ennesima convenzione che fa contento il bilancio, oppure stiamo per assistere ad una edizione rivista e corretta del gioco delle tre carte?”. Da parte di Enel, comunque, non arriva alcuna conferma circa le notizie riportate da Freedom e soprattutto a proposito degli ultimi eventuali sviluppi del progetto che, sempre secondo Fabiana Attig, starebbe addirittura per entrare nella fase operativa.

LA NOTIZIA LA DIEDE L’ANSA… NEL 2006 – La notizia relativa alle dichiarazioni riprese da Fabiana Attig la diede in realtà l’agenzia Ansa, il 12 dicembre 2006 (non lo scorso dicembre, come affermato nella nota di Freedom). Questo il testo, che venne ripreso anche dal sito istituzionale della Regione Lazio su ricerca e innovazione:

Prevediamo per il 2013-2014 di impiegare le tecniche per catturare e stoccare sottoterra l’anidride carbonica emessa dalla centrale di Torre Valdaliga Nord a Civitavecchia. Lo ha annunciato Stefano Malloggi, dell’ENEL, intervenuto al convegno sulle strategie per le emissioni zero organizzato dall’ambasciata britannica. Le tecniche di stoccaggio e cattura dell’anidride carbonica, già adoperate in vari Paesi tra cui Gran Bretagna, Stati Uniti e Danimarca, riguardano le centrali termoelettriche alimentate a carbone, in pratica l’anidride carbonica emessa nei fumi come materiale di scarto da queste centrali viene trattenuta prima di uscire ed è separata dagli altri componenti di scarto. A questo punto viene trattata per diventare liquida ed è trasportata sottoterra. L’anidride carbonica che sarà emessa dalla centrale di Civitavecchia – ha spiegato Malloggi – verrà controllata, bloccata prima dell’immissione in atmosfera e stoccata in un giacimento acquifero, ovvero un lago sotterraneo che si trova vicino alla centrale. Prima però, ha precisato, la tecnologia sarà testata su un prototipo di centrale che sarà realizzato a Brindisi. Inoltre, ha sottolineato l’esperto, è in studio presso l’ENEL la tecnica chiamata ossicombustione che permette di catturare e quindi stoccare l’anidride carbonica più facilmente. Nella produzione tradizionale di energia a partire dal carbone ha spiegato Malloggi nelle centrali si immettono aria (che contiene ossigeno e azoto) e carbone e vengono emessi come prodotti di scarto anidride carbonica, acqua e azoto che vanno separate. Nella ossicombustione, invece, si separano a monte azoto e ossigeno nell’aria, quindi nella centrale si immette solo ossigeno, così che nei fumi l’anidride carbonica è giàseparata e dunque più semplice da catturare e stoccare. Nell’ottica di ridurre le emissioni di anidride carbonica la nostra strategia generale – ha concluso l’esperto – guarda a modificare il mix energetico e a riconvertire gli impianti gia’ esistenti

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