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"Tecniche e linguaggi" esposti a Roma

CIVITAVECCHIA – La Galleria Michelangelo festeggia 25 anni di attività con un doppio appuntamento. Dopo aver inaugurato il 13 dicembre nella galleria di Civitavecchia la personale di Salvatore Provino dal titolo “La fenice della pittura”, che celebra anche i 50 anni di operato del maestro, il 16 dicembre ha aperto nella galleria di Roma (Via G. Giraud, 6) “Tecniche e linguaggi”, una collettiva di 25 artisti, fra i più importanti degli ultimi cinquant’anni.
Spiega il gallerista e curatore Fabio Cozzi: “Venticinque anni fa intraprendevo questo viaggio nel mondo dell’arte iniziando a muovere i passi proprio con le figure, le emozioni e l’espressione artistica di artisti quali Salvatore Provino, Ennio Calabria e tanti altri che periodicamente fanno visita alla Michelangelo.
Il percorso porterà i visitatori a confrontarsi con diversi universi artistici appartenenti a diverse generazioni. A partire da un grande padre dell’astrattismo italiano come Antonio Corpora (Tunisi 1909), un pittore sempre controcorrente, capace di rinnovarsi, che non si è mai soffermato in moduli prestabiliti, fino ad alcuni aderenti al movimento astrattista Forma Uno del 1948, come Piero Dorazio (Roma 1927), Carla Accardi (Trapani 1924) e Ugo Attardi (Sori GE 1923), quest’ultimo tuttavia maturando visioni divergenti rispetto al resto del gruppo. Infatti negli anni ’50 orienta la sua pittura verso il figurativo espressionista. Diversa invece la sistematica ricerca ed esaltazione del segno-colore che connota da oltre mezzo secolo la personalità artistica di Carla Accardi, fra i massimi esponenti dell’astrattismo italiano. Così come aderisce incondizionatamente al movimento Piero Dorazio, la cui fiducia nella piena autonomia dell’arte come atto creativo puro, dà vita a un’indagine sperimentale sul dinamismo del colore-luce e sui segni elementari.
Negli stessi anni completamente diversa appare la ricerca espressionista di Alberto Sughi (Cesena 1928), che sviluppa uno stile realista a sfondo sociale. Non manca un artista storico della galleria Ennio Calabria (Tripoli 1937), uno dei pittori maggiormente significativi della generazione emersa tra il ‘50 e il ‘60, divenuto un punto di riferimento per le nuove ricerche figurative in Italia nel periodo dell’egemonia dell’arte informale con opere dalla forte impronta sociale.
Le immagini che, invece, Luigi Doni (Palaia PI 1947) ci regala nei suoi quadri sono estremamente semplici, figure abbandonate in scenari essenziali evocano l’eterna dialettica tra il sogno e la realtà e si collocano al di là delle correnti e delle mode riuscendo a cogliere con una notevole capacità di sintesi la presenza enigmatica di un soggetto.
Emerge anche la ricerca di Antonio Tamburro (Isernia 1948) caratterizzata da un gusto per la neofigurazione con denuncia dell’attualità attraverso larghe campiture di colore e pennellate decise che oggi sono diventate taglienti e più frenetiche.
L’itinerario prosegue con le tendenze di fine secolo. Ecco il ritorno alla manualità, alla gioia ed ai colori della pittura nelle opere di Sandro Chia e Mimmo Paladino, esponenti della Transavanguardia che emerge nei primissimi anni ’80 dopo alcuni anni di dominazione dell’arte concettuale. Si arriva alla ricerche più recenti di Piero Pizzi Cannella (Roma 1955) e Gianni Dessì (Roma 1955) che salgono alla ribalta sempre negli anni ’80 quando le cronache d’arte li segnalano in un gruppo di giovani insediatisi nell’abbandonato Pastificio Cerere. In un contesto dominato dalla Transavanguardia il gruppo romano porta il suo contributo originale alla ripresa di interesse per la pittura (e la scultura) con opere impegnate ad un recupero di sensibilità per la materia, di ascendenza astratta-informale. L’amore per la materia è toccabile nella pittura-scultura di Alessandro Monti (Torri in Sabina 1953). Non manca l’omaggio a Mario Schifano (Homs 1934), le cui opere restano di incredibile attualità per la loro sintesi. Infine si segnalano le raffigurazioni nitide di Claudio Bissattin( Roma 1951 ) e i paesaggi metropolitani del giovanissimo Marco Tamburro (Perugia 1974).
Il percorso, dunque, ci offre una panoramica tra alcune delle maggiori tendenze artistiche del XX secolo, lasciando spazio anche ad artisti più giovani nel panorama di oggi.
La mostra rimane aperta fino a domani. 

 

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