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"Una discrasia tra il bando e la lettera di invito"

CIVITAVECCHIA – Una discrasia tra quanto riportato nel bando, redatto dall’ufficio della Pubblica Istruzione, e quanto poi indicato nella lettera di invito redatta dall’ufficio gare del Pincio: questo, secondo il delegato all’istruzione Vittorio Sebastiani, è il motivo dell’annullamento della gara di appalto per la gestione dell’asilo nido interaziendale, per figli di dipendenti di Pincio e Asl. «Nel bando – torna a ribadire dopo le critiche della cooperativa “Il Mondo di Linus” – si parlava di una necessaria comparazione tra soggetti partecipanti, al fine di superare il ricorso alla modalità di gara europea; nella lettera invece è riportato che anche in presenza di una sola offerta, come è stato, si sarebbe proceduto all’apertura della busta. Il dirigente, quindi, considerata questa incongruenza, ha annullato la gara per evitare possibili ricorsi». Ora si procederà ad un nuovo bando, «ma dovremo necessariamente ricorrere ad una gara europea – ha aggiunto – allungando i tempi e aumentando i costi». Almeno per quest’anno, quindi, sarà impossibile riaprire l’asilo, con le famiglie costrette a trovare un’alternativa. Sulla richiesta di risarcimento danni avanzata dal Mondo di Linus, Sebastiani ha aggiunto «che si tratta dei 20 mila euro della fideiussione che verranno restituiti senza problemi». La cooperativa, intanto, torna all’attacco, ribadendo come nel bando e nella lettera di accompagnamento si parla di validità della gara anche in presenza di una sola busta. «Non si possono cambiare in corso d’opera le procedure del bando – ha aggiunto il presidente Nicoletta Iacomelli – si continuano a dire falsità». E i problemi aumentano. Sulla vicenda è intervenuta anche la responsabile de “Le Tate”, Annamaria Minori, la quale ha focalizzato l’attenzione sulla concessione dei locali di via Veneto alla nuova cooperativa. «Abbiamo lo sfratto per la struttura di via Terme di Traiano – ha spiegato – e già nel 2007 chiedemmo al Pincio disponibilità di locali, in qualsiasi zona. A giugno ci sono stati indicati quelli di via Veneto, ma quando ci siamo presentati in Comune abbiamo scoperto che non erano più disponibili e comunque non adatti al servizio che offriamo: la realtà è che erano stati assegnati, non sappiamo in che modo e attraverso quale procedura, a questa nuova cooperativa».

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