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"Vogliamo rassicurazioni sul Polo universitario"

CIVITAVECCHIA – Chiarimenti in merito alla reale situazione e al futuro del Polo cittadino. Lo chiedono gli studenti del corso di Scienze e tecniche dei prodotti erboristici dell’Università La Sapienza di Roma, alla luce della decisione di voler dismettere il corso. E lo fanno inviando una lettera al presidente del consorzio, al sindaco Moscherini, al preside della facoltà di Farmacia e al presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia Vincenzo Cacciaglia. Il cda del Polo universitario non ha ancora deliberato nulla in merito, ma è ormai certo che il corso sarà chiuso e le lezioni proseguiranno solo ad esaurimento. «Eppure – spiegano gli studenti nella lettera – le lezioni si tengono in un ambiente adeguato, presso l’istituto De Mattias di piazza Verdi, con serietà e in un clima di collaborazione e reciproca stima tra studenti, insegnanti e personale non docente. Sapere che da un momento all’altro la situazione potrà cambiare, con spostamenti di sedi o cambiamenti di indirizzo del corso, non giova certo all’attività didattica, ma forse ad interessi di tipo diverso». Il problema, come ha spiegato il presidente della Fondazione Ca.Ri.Civ. Cacciaglia, è che non ci sono iscritti a sufficienza e quindi La Sapienza ha deciso di trasferire il corso a Roma. «Per questo – ha aggiunto – anche la nostra proposta iniziale di ristrutturare quella sede è stata accantonata, per il momento. Occorre reperire invece una sede unica che sia idonea a rispondere alle esigenze del polo e dei suoi studenti. Per i corsi stiamo cercando di riorganizzarci. Economia aziendale è al sicuro, mentre lavoriamo anche sul settore di ingegneria, per vedere se sarà possibile mantere la branca riguardante la sicurezza o sviluppare altri settori consoni alle richieste del territorio». Si parla, ad esempio, di ingegneria ambientale, ma anche alla valorizzazione di Scienze Infermieristiche. Intanto si attende, a breve l’approvazione del nuovo Statuto. “Chiediamo in particolare al sindaco Moscherini – hanno concluso i ragazzi – che questo consorzio, denominato proprio “Università per Civitavecchia”, sia a Civitavecchia, perchè qui è nato e qui deve svilupparsi”.

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