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Rapinata sulla nave, ma il comandante la ignora

CIVITAVECCHIA – Le avrebbe sottratto il cellulare e il portafoglio, minacciandola e obbligandola a non riferire a nessuno dell’accaduto. Una giovane donna colombiana, impegnata su una nave della tratta Barcellona – Civitavecchia, tuttavia non si è fatta intimorire dalle parole di un uomo di origine campana e si è immediatamente rivolta al comandante della nave. A lui avrebbe raccontato la sua disavventura: seguita, avvicinata, rapinata e alla fine minacciata da uno sconosciuto in viaggio verso Civitavecchia. Una preghiera rivolta al comandante: «Chiami la polizia cosicché, una volta arrivati a Civitavecchia, possa denunciare l’accaduto». Grande è stata la sorpresa della donna dopo l’attracco nel porto, quando si è resa conto che non solo il comandante non aveva avvertito le forze dell’ordine, ma aveva anche lasciato andare tutti i passeggeri. La giovane donna a quel punto è andata su tutte le furie, chiedendo conto al responsabile della nave dell’anomalo comportamento assunto, senza ottenere risposte esaustive. A quel punto ha preso una decisione: non avrebbe più lavorato su quella nave, tanto che seduta stante, ha preteso che le venissero riconsegnati documenti. Il comandante, secondo indiscrezioni, si sarebbe opposto, inducendo la dipendente a provvedere personalmente a rivolgersi alle forze dell’ordine. Partita la segnalazione, immediatamente sul posto si sono presentati gli agenti della Polizia di frontiera, che dopo aver raccolto una serie di testimonianze hanno condotto presso gli uffici sia il comandante che la donna. Una volta ricostruiti i fatti, gli uomini del vicequestore Paolo Malorni, coordinati dal sostituto commissario Archimede Pucci hanno verbalizzato quanto riferito dalla donna e dal comandante, che ora rischia un’incriminazione per omessa denuncia di reato. La nave è ripartita con notevole ritardo, in attesa che arrivasse un altro comandante.

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