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Reginella: "Intitoliamo il mercato a Cheikh Mory Diouf"

CIVITAVECCHIA – Caro Maurizio … così ti chiamavamo noi del mercato di Piazza Regina Margherita, e così voglio ancora oggi e per sempre ricordarti, non per disonorare il tuo bellissimo e vero nome, Cheikh Mory Diouf, meraviglioso come la terra che ti aveva dato i natali, ma soltanto perché Tu … così desideravi da noi. Più volte mi confidasti che Ti sentivi per metà africano e per metà civitavecchiese, come se la tua vita, le tue speranze, il tuo onestissimo lavoro, avessero fatto incontrare, conoscere, amare, due continenti, due mondi, due popoli. Alla mia pignoleria che ti chiedeva il perché di Civitavecchia, e non dell’Italia, dell’Europa, mi rispondevi con il tuo solito sorriso, di un candore disarmante, che questa cittadina era stata per te una culla, una grande famiglia, una nuova patria, a differenza di altre esperienze. Mai avrei pensato in quei momenti di rivolgermi un domani a Te, alla comunità senegalese, a tutto il popolo africano. Mai avrei pensato, in quei giorni in cui ti spiegavo il progetto di ristrutturazione del Mercato, di scrivere affranto una lettera aperta, piena di commozione, rigata dalle lacrime, venata dall’interminabile rimpianto, di non poterti più incontrare, stringerti la mano, annunciarti con orgoglio che il contratto di quel progetto, che con tanta enfasi avevi condiviso, oggi è firmato, non è più una chimera, ma una solida realtà. So, che in quell’immenso Paradiso, che tutti ci rappresenta, Tu martire, Sei assiso accanto al Tuo Dio. Sono sicuro che Mi ascolti, che ascolti il cuore di questa città, l’anima di queste persone. Amato da coloro che ti hanno conosciuto, rispettato da chi non ha potuto consumare questo privilegio. Tutti, associazioni, congreghe, gruppi sportivi, il mondo del lavoro, istituzioni, cittadini comuni, piangendo la tua ingiusta e tragica morte, chiedono giustizia, pretendono pene rapide, giuste, esemplari. Invero, sono certo, che dall’alto della Tua grandezza, preghi per il tuo carnefice, Tu che non conosceVi il significato della vendetta e dell’odio. Sei stato per noi un’esempio, oggi Sei diventato un simbolo. Il simbolo della lotta all’intolleranza, della validità dell’integrazione, della vittoria dei miti contro i miseri, i sopraffattori, gli stupidi violenti. Non ci scorderemo di te, della tua famiglia, dei tuoi figli. Per rendere indelebile il ricordo del tuo lascito, proporrò al Sindaco, a tutta l’Amministrazione comunale, di intitolare il nuovo Mercato una volta riqualificato, in Tuo nome : Mercato Cheikh Mory Diouf. Ciao Maurizio, che la terra ti sia lieve.

>Fabrizio Reginella

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