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Relazione su Etm, la Procura indaga alcuni finanzieri

Partita tra agosto e settembre l’indagine condotta dalla Squadra Mobile di Roma. I reati contestati vanno dal falso ideologico all’abuso di ufficio, ma non sono da escludere ulteriori addebiti. Ascoltati già sette dipendenti dell’Etm e alcuni agenti di Polizia Municipale

Partita tra agosto e settembre l’indagine condotta dalla Squadra Mobile di Roma. I reati contestati vanno dal falso ideologico all’abuso di ufficio, ma non sono da escludere ulteriori addebiti. Ascoltati già sette dipendenti dell’Etm e alcuni agenti di Polizia Municipale

CIVITAVECCHIA – La Procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta nei confronti di quattro o cinque militari della Guardia di Finanza di Civitavecchia: l’accusa, per loro, sarebbe di falso ideologico ed abuso di ufficio. A coordinare l’indagine è il procuratore capo Gianfranco Amendola, intervenuto alla luce di un esposto. Al centro della questione ci sarebbe la relazione che la Guardia di Finanza aveva redatto sulle diverse attività di Etm, la municipalizzata del trasporto pubblico locale. Relazione che avrebbe presentato delle incongruenze evidenti, tali da spingere la Procura a verificare meglio la vicenda. Le indagini sono state affidate alla sezione crimine organizzato della Squadra Mobile di Roma che ha svolta una indagine approfondita e capillare, utilizzando strumentazioni tecniche, tra cui intercettazioni ambientali a seguito delle quali, sarebbero venuti a galla dei problemi relativi alla rimozione di alcune auto private degli stessi finanzieri. Allo stesso tempo sono stati anche ascoltati sette dipendenti di Etm, tra cui Salvatore Renda, Paolo Iarlori, che avrebbero confermato i fatti. Fatti relativi al periodo che va dalla fine del 2007 al 2009, con le indagini partite tra agosto e settembre dello scorso anno. A quanto pare i militari delle Fiamme Gialle in questione avrebbero lasciato le proprie auto in sosta nei pressi della caserma ‘‘Bruzzesi’’ di corse Centocelle, in aree non adibite a parcheggio, senza avere le necessarie autorizzazioni. I militari si sarebbero difesi spiegando di aver parcheggiato le auto in quelle aree mentre erano in servizio; ma a quanto pare sarebbero poi stati smentiti dai fatti e dalle indagini condotte dalla Squadra Mobile. Le multe sono state comminate dai Vigili Urbani, ascoltati anche loro dagli inquirenti. Le indagini sono ancora in corso per cercare di ricostruire nei dettagli la vicenda e verificare la presenza o meno di un nesso tra l’episodio delle multe e le incongruenze che sarebbero presenti all’interno delle relazione delle Fiamme Gialle contro la stessa municipalizzata e l’eventualità di altre ipotesi di reato ascrivibili ai militari coinvolti.

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