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Renda torna al suo posto in Etm

Sottoscritto l’accordo dinanzi al giudice: l’azienda ha revocato il licenziamento. Da lunedì il direttore amministrativo tornerà al lavoro, poi passerà alla Hcs. Moscherini fa dietrofront anche a dispetto della maggioranza: punta sul manager ed evita un salasso alle casse del Pincio

Sottoscritto l’accordo dinanzi al giudice: l’azienda ha revocato il licenziamento. Da lunedì il direttore amministrativo tornerà al lavoro, poi passerà alla Hcs. Moscherini fa dietrofront anche a dispetto della maggioranza: punta sul manager ed evita un salasso alle casse del Pincio

CIVITAVECCHIA – Revocato da Etm il licenziamento del direttore amministrativo Salvatore Renda che lunedì riprenderà il suo posto. Nei giorni scorsi l’azienda e l’ex presidente hanno firmato dinanzi al giudice del lavoro un accordo transattivo in cui la società del trasporto pubblico locale del Comune di Civitavecchia reintegra il dirigente licenziato lo scorso anno, mentre quest’ultimo – venendo meno la ragione del decreto ingiuntivo per l’indennità di licenziamento senza giusta causa – rinuncia ai danni ed alla qualifica di dirigente. Una volta reintegrato al suo posto in Etm, infatti, dopo un mese Renda passerà alla HCS (la holding dei servizi pubblici locali) con la qualifica di responsabile amministrativo, che sarà ricoperta da funzionario, anziché da dirigente. In compenso, però, gli sarà anche riconosciuto un sostanzioso aumento di stipendio , da circa 16.000 euro lordi in più all’anno. Per Renda una vittoria su tutti i fronti rispetto a quello che lui stesso da subito aveva definito un atto illegittimo da parte dell’amministratore Lombardi che a sua volta aveva agito su preciso input del sindaco. Proprio Moscherini, a sorpresa, ha capovolto la situazione, decidendo di accordarsi con Renda e puntando su di lui anche per la organizzazione delle holding, in procinto di entrare nella fase operativa. Il primo cittadino, infatti, non ha esitato a mettersi in contrasto con buona parte dei consiglieri della sua maggioranza, contrari a qualsiasi ‘‘dietrofront’’ rispetto a Renda (difeso solo dall’Udc), per cercare di capovolgere la situazione, ‘‘riconquistando’’ il manager, che potrà dare così un contributo fattivo al nuovo assetto delle partecipate del Pincio. E poi, ragione non secondaria, Moscherini ha evitato un ulteriore salasso alle casse pubbliche (ed il rischio che gli venisse addebitato personalmente un danno erariale): con ogni probabilità, infatti, nell’udienza fissata a maggio, l’opposizione di Etm al decreto ingiuntivo sarebbe stata rigettata, mancando ogni prova scritta a sostegno della tesi dell’azienda, che avrebbe dovuto pagare altri 375.000 euro a Renda, che ha già incassato quasi 100.000 euro per il mancato preavviso del licenziamento. E gli avvocati interpellati dallo stesso Moscherini erano stati concordi nell’indicare la transazione come l’unica strada per limitare i danni, essendo stato ipotizzato un risarcimento di altri 300.000 euro che avrebbero portato, con gli interessi, a circa 800.000 euro il costo per Etm (e quindi per la collettività) dell’avventato licenziamento di Renda, che da lunedì tornerà al suo posto di lavoro.

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