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Restyling cittadino, si moltiplicano i disagi

CIVITAVECCHIA – Cosa sta accadendo alle strade di Civitavecchia? Nulla, secondo qualcuno, a giudicare dal pietoso stato in cui versano intere zone centrali e periferiche. Asfalto dissestato, perdite idriche e in qualche caso anche aspetti più gravi, come a piazza Betlemme, dove per la seconda volta in pochi giorni sono stati avvistati escrementi galleggianti in un fiume di liquami. Sembrerebbe assurdo ma è ciò che si è presentato agli occhi di turisti e residenti in una zona considerata il salotto buono della città, per di più a pochi passi dal mega cantiere della Marina, che ogni giorno vede in azione operai e mezzi meccanici. Se l’assessore alle Manutenzioni, Mauro Campidonico, è convinto di potersi salvare in calcio d’angolo invocando l’intervento della Regione come ha fatto sulla vicenda del malfunzionamento dei depuratori, di sicuro ha fatto male i conti: in entrambi i casi è facile notare come, proclami a parte, le situazioni sono rimaste irrisolte e i disagi continuano a spiazzare i cittadini. La Marina non è certamente immune: un progetto faraonico che a quanto pare non avrebbe previsto la barriera soffolta, tanto che le prime RESTYLINGmareggiate saranno la cartina di tornasole per chiarire l’inconsistenza di un piano ricco di lacune. Il restyling cittadino quindi lascia a desiderare, come nel caso di via Doria, dove nonostante il perdurare del blocco stradale, a lavori ultimati l’amministrazione comunale ha deciso di riposizionare i vecchi sanpietrini consumati dal tempo, il cui dislivello potrebbe di sicuro causare problemi ai pedoni. Una parentesi a parte merita corso Centocelle: dopo la realizzazione di una vera e propria trappola per chi passeggia, nel tentativo di rimettere a posto le cose sono stati presi diversi accorgimenti. L’ultimo risale a pochi giorni fa, con il posizionamento di alcuni pali che, probabilmente, dovrebbero servire per impedire la sosta alle auto. Il risultato? I veicoli procedono indisturbati e ai cittadini è stato creato un nuovo ostacolo. Come se non bastassero quelli esistenti, che impediscono alla voce della gente di raggiungere le stanze di chi gestisce la cosa pubblica.

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