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Ri.Rei, ancora incerto il posto di 193 dipendenti

S. Marinella. Ad oltre 16 giorni dall’avvio dei licenziamenti, i lavoratori attendono una comunicazione ufficiale La Rdb-Cub: «Siamo pronti a nuove mobilitazioni»

S. Marinella. Ad oltre 16 giorni dall’avvio dei licenziamenti, i lavoratori attendono una comunicazione ufficiale La Rdb-Cub: «Siamo pronti a nuove mobilitazioni»

 SANTA MARINELLA – Licenziamenti alla Ri.Rei.: non si conosce ancora il destino di 193 lavoratori in procinto di essere licenziati e i sindacati promettono battaglia. Il Consorzio di cooperative sociali ‘‘Rirei, per la riabilitazione e il reinserimento dei disabili’’, aveva comunicato a fine agosto l’intenzione di avviare le procedure per il licenziamento collettivo di 193 dipendenti dei centri su 450 impegnati nel servizio di assistenza ai disabili. Motivo principale di tale decisione, il tetto di spesa concesso al Consorzio da parte della Regione, di circa 12milioni e mezzo, a fronte di oltre 20 milioni di costi sostenuti per l’erogazione di assistenza ai pazienti. Ad oltre 16 giorni dall’avvio da parte del consorzio che gestisce i centri ex Anni verdi delle procedure di licenziamento per e ad oltre 8 giorni dalla richiesta ufficiale di ritiro dei licenziamenti avanzata della Regione Lazio, i lavoratori sono ancora in attesa di una comunicazione ufficiale sul ritiro delle procedure. Ciò è quanto si apprende dal sindacato di base RdB-Cub, che sta svolgendo assemblee i tutti i centri gestiti dal consorzio, «nelle quali – aggiungono dal sindacato – emerge la ferma volontà dei lavoratori a proseguire nella mobilitazione che verrà articolata in un calendario di iniziative». «I lavoratori – proseguono dalle rappresentanze sindacali – sostenuti dalla Rdb-Cub, ritengono non più tollerabile l’inerzia della Regione, che nonostante gli impegni assunti nell’agosto scorso dallo stesso presidente Marrazzo permette che si dilatino i tempi della vertenza, lasciando operatori ed assistiti in una condizione di grave incertezza». La Rdb-Cub, a fronte dei pesanti sacrifici imposti ai cittadini della regione in nome del piano di rientro dal deficit, sottolinea infine come ancora una volta il problema appalti ed esternalizzazioni, fra le principali cause di sprechi e clientele, non venga affrontato con il rigore necessario, facendo sì che la sanità pubblica venga nei fatti governata da interessi privatistici. (A.D.A.)

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