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Ri.Rei: è emergenza dopo la cassa integrazione

S. MARINELLA. Caos tra i dipendenti a rischio posto di lavoro e in difficoltà nello gestire il centro Boggi «Dal 14 aprile a S. Severa sono state licenziate 35 persone. Ora ci sono solo 32 assistenti e la situazione è insostenibile»

S. MARINELLA. Caos tra i dipendenti a rischio posto di lavoro e in difficoltà nello gestire il centro Boggi «Dal 14 aprile a S. Severa sono state licenziate 35 persone. Ora ci sono solo 32 assistenti e la situazione è insostenibile»

di ALESSANDRO D’ALESSIO

SANTA MARINELLA – A poche settimane dalla cassa integrazione, è caos per i dipendenti Ri.Rei. E’ pesante infatti la denuncia di alcuni lavoratori, sia per la situazione di totale incertezza per il futuro dei 167 cassa integrati, di cui una trentina appartententi al centro Boggi di Santa Severa, sia per le difficoltà, per quelli rimasti, di gestire la struttura. «La cassa integrazione in deroga – spiegano i lavoratori – prevista fino al 31/12, prevede che grazie ai fondi europei, i lavoratori accedano a corsi di formazione e aggiornamento. Peccato però, che tali corsi, secondo la legge, non sono contemplati per la formazione di operatori sanitari. Molti di noi quindi, dovranno andare a lezioni di taglio e cucito o cucina fino a fine dicembre, per poi andare a casa senza stipendio e senza lavoro». «Questo è l’accordo voluto dall’assessore Tibaldi e dai sindacati – continuano i dipendenti – un vero scandalo. A partire da sabato 14 aprile a Santa Severa sono state mandate via 35 unità, ora ci sono solo 32 assistenti nel centro. Facciamo turni massacranti, 7 persone a turno di giorno e 5 di notte, ricordiamo che di giorno ci sono ben 80 utenti, di cui persone con gravi patologie, che con così poco personale diventano ingestibili al punto che neanche i fisioterapisti riescono più a fare le terapie. Senza contare che essendo stati mandati via il personale addetto alla cucina e i centralinisti, noi operatori dobbiamo sobbarcarci anche il loro lavoro. Sono tre mesi che non abbiamo ferie». «A questo punto – incalzano i dipendenti – chiediamo le linee guida e i diritti minimi assistenziali, perchè questa situazione non è davvero più sostenibile. Dato che il consorzio Ri.Rei. non ci fornisce questi dati, li chiediamo alla direzione sanitaria della Asl. Chiediamo inoltre di poter conoscere l’esito delle indagini svolte da Nas e polizia giudiziaria, esortando la procura di Civitavecchia a prestare attenzione ai verbali relativi ai controlli all’interno dei centri». Infine un ultimo attacco al sindacato: «Non riusciamo a comprendere come le rappresentanze sindacali abbiano potuto avallare il licenziamento del 40% circa del personale senza battere ciglio».

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