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Ri.Rei: minacce di morte all’amministratrice

Rossana Varrone ha ricevuto una busta contenente un proiettile ed una lettera siglata con una croce celtica Sempre più pesante il clima attorno al consorzio che gestisce i centri per disabili a Roma e Santa Severa Piovono messaggi di solidarietà alla presidentessa della Unisan. Bacheca: «Sconcertato. Si trovino i responsabili»

Rossana Varrone ha ricevuto una busta contenente un proiettile ed una lettera siglata con una croce celtica Sempre più pesante il clima attorno al consorzio che gestisce i centri per disabili a Roma e Santa Severa Piovono messaggi di solidarietà alla presidentessa della Unisan. Bacheca: «Sconcertato. Si trovino i responsabili»

di GIAMPIERO BALDI

SANTA MARINELLA – Si fa pesante il clima intorno al Consorzio Ri.Rei, l’ente che ha in gestione il servizio di assistenza ai disabili che opera nelle ex strutture di Anni Verdi di Santa Severa e Roma. Dopo le feroci polemiche dei giorni scorsi, gli interventi delle forze politiche e sindacali contro la Ri.Rei e l’occupazione di uno dei centri romani da parte dell’associazione Casapuond che denunciava gravi maltrattamenti ai disabili, la presidentessa della Unisan Rossana Varrone, nonché amministratrice di Ri.Rei, ha ricevuto una busta contenente un proiettile e una lettera con minacce di morte. Nella missiva si taccia la Varrone come infame e gli si lancia un avvertimento «se non molli Ri.Rei. muori» si legge nella lettera in cui spicca una croce celtica. «Un fatto gravissimo che ha colpito una nostra cooperatrice di cui chiediamo solidarietà da parte di tutte le istituzioni – dice Stefano Venditti, presidente di Legacoop Lazio – al fine di condannare ed isolare gli autori di questo gesto vile. Le minacce a Rossana Varrone, sono solo l’ultimo tassello di una vicenda annosa, quella della gestione del Consorzio Ri.Rei. dei centri ex Anni Verdi, che ha raggiunto toni e una violenza inimmaginabili. Dopo questo fatto ci chiediamo ancor più quali interessi si nascondano dietro la campagna diffamatoria e strumentale che in alcune circostanze si è abbattuta sull’operato di Ri.Rei. Dobbiamo purtroppo sottolineare che il Consorzio, in troppe occasioni, è stato lasciato solo dalle istituzioni, in particolare dalla Regione Lazio che non ha ancora completato l’iter definitivo dell’accreditamento del servizio». La lettera non è stata spedita via posta ma recapitata alla presidentessa attraverso il portiere dello stabile che ospita gli uffici della presidenza della Unisan, che ha trovato la busta in terra. «La signora Varrone è sconvolta per quanto è accaduto – commenta Valentina Mesolella, responsabile della comunicazione del Consorzio Unisan – non pensava assolutamente che si arrivasse ad un tale clima di intimidazione per cui ha sporto regolarmente denuncia contro ignoti». Il sindaco di Santa Marinella Roberto Bacheca si dice esterrefatto di quanto accaduto. «Siamo contro ogni forma di violenza fisica e verbale e contro atti di questo genere – sottolinea il primo cittadino – esprimo solidarietà alla dottoressa Varrone sperando che vengano presi coloro che si sono macchiati di questo atto vile». Sulla vicenda è intervenuto anche il capogruppo del Pd alla Regione Lazio Esterino Montino. «Esprimo tutta la mia solidarietà a Rossana Varrone anche a nome del Gruppo del Partito Democratico alla Regione Lazio – afferma Montino – per il preoccupante atto di intimidazione di cui è stata vittima. Sono convinto che le forze dell’ordine faranno di tutto per identificare gli autori di questo gesto. Non so chi si nasconde dietro a questo episodio di gravità inaudita, ma è il segnale più preoccupante di profonde problematiche che sta vivendo il Consorzio e che inevitabilmente si ripercuotono su lavoratori e utenti. Mi auguro quindi che le Istituzioni, prima fra tutte la Regione Lazio, facciano ogni sforzo per stare concretamente vicino a chi si occupa da anni della cura e della riabilitazione delle fasce più deboli della popolazione». «Esprimo la mia profonda solidarietà alla Varrone – dice Enzo Foschi, consigliere Pd alla Regione – per questa nuova grave intimidazione. E’certamente il segno di quanto sia fondamentale l’attività di queste realtà per quello che concerne la cura e l’assistenza delle fasce più deboli della popolazione come disabili e anziani e di quanti siano evidentemente numerosi gli interessi che gravitino intorno all’attività che essa presiede. La Regione Lazio deve, in tal senso, cambiare il passo, riconoscendone il ruolo fondamentale supportandole e erogando quei finanziamenti necessari per poter proseguire le attività valorizzando le professionalità che nel quotidiano operano nel settore». «Desidero dichiarare la mia solidarietà a Rossana Varrone per le gravi intimidazioni ricevute ieri- dice Giulia Rodano, vice presidente della Commissione Sanità alla Regione Lazio – e per la minaccia squadrista che le istituzioni devono condannare con scelte di campo inequivocabili, non solo verbali. Il consorzio Ri.Rei svolge un’opera meritoria ed importante, che la Regione deve legittimare e riconoscere con forme di accreditamento che diano al Consorzio la possibilità di programmare e consolidare i servizi». Dura invece la reazione della presidentessa dell’Agud Angelamaria Contona che parla di strumetalizzazione.

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