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Rimane ai domiciliari Carlo Sgricia

Davanti al giudice il tabaccaio arrestato la scorsa settimana con l’accusa di aver contraffatto marche da bollo. L’uomo ha risposto a tutte le domande, fornendo la propria versione dei fatto. L’avvocato Astorri: «L’interrogatorio si è svolto in un clima sereno. Ridimensionato di molto il quadro accusatorio»

Davanti al giudice il tabaccaio arrestato la scorsa settimana con l’accusa di aver contraffatto marche da bollo. L’uomo ha risposto a tutte le domande, fornendo la propria versione dei fatto. L’avvocato Astorri: «L’interrogatorio si è svolto in un clima sereno. Ridimensionato di molto il quadro accusatorio»

CIVITAVECCHIA – «Un quadro notevolmente ridimensionato rispetto all’impianto accusatorio iniziale». È quello che è scaturito questa mattina, al termine dell’interrogatorio di garanzia di Carlo Sgricia, il tabaccaio 39enne arrestato la scorsa settimana dai carabinieri del Nucleo Operativo, accusato di aver falsificato e contraffatto marche da bollo. A confermarlo l’avvocato difensore Marcella Astorri, al termine dell’udienza di questa mattina in Tribunale. Sgricia ha deciso di rinunciare alla facoltà di non rispondere, chiarendo invece la propria posizione davanti al giudice per le udienze preliminari Roberto Nespeca. «Ha risposto a tutte le domande – ha spiegato l’avvocato Astorri – in un clima assolutamente sereno e collaborativo». L’uomo ha fornito la propria versione dei fatti, descrivendo secondo il proprio punto di vista cosa avvenuto in questi mesi nei quali è stato oggetto di indagine da parte dei carabinieri al comando del tenente Maurizio Contini, coordinati dal sostituto procuratore Lorenzo Del Giudice e dal procuratore capo Gianfranco Amendola. Contestazioni espresse sulle 12 marche da bollo sequestrate, nei due msi di inchiesta, da parte dei militari dell’Arma, con Sgricia che ha chiarito la propria posizione. Ovviemante, essendo l’interrogatorio coperto dal segreto istruttorio, non sono note le motivazioni addotte dal tabaccaio per chiarire la vicenda che lo ha coinvolto. Il tabaccaio, come si ricorderà, è stato arrestato nella tarda mattinata di mercoledì scorso, nel corso di un blitz al termine dell’indagine partita dalla segnalazione del presidente del Tribunale Mario Almerighi al procuratore Amendola; segnalazione attraverso la quale venivano espressi forti dubbi sulla regolarità di una marca da bollo contenuta in una documentazione. Da lì le verifiche e le indagini dei carabinieri che avrebbero scoperto il ‘‘giochetto’’ del tabaccaio: quello cioè di ‘‘camuffare’’ qualche cifra ‘‘a ribasso’’, soprattutto quelle più semplici come il 3 trasformato in 8, intascando così più del valore reale della marca da bollo. Accuse dalle quali  Sgricia si è difeso, con l’avvocato Astorri che comunque, per il momento, non ha avanzato alcuna richiesta di scarcerazione, in attesa della conclusione delle indagini. Il tabaccaio rimane quindi agli arresti domiciliari.

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