Pubblicato il

Said, non è esclusa l'ipotesi di induzione al suicidio

CIVITAVECCHIA – Ha richiamato l’attenzione anche della stampa nazionale la vicenda della morte di Said Bouidra, il 22enne marocchino trovato senza vita dopo essersi impiccato all’antemurale. In effetti la sua storia nasconde molte perplessità e domande a cui gli inquirenti vogliono dare risposte. E le indagini della Procura della Repubblica, affidate alla Polizia di Frontiera, stanno viaggiando su due strade: quella legata alla vita privata del ragazzo e alla sua fragilità, dovuta ad una serie di problemi, primo fra tutti la decisione di convertirsi al cristianesimo, e quella invece relativa alla dimissione, dopo circa un’ora, dal pronto soccorso del San Paolo, dove era arrivato qualche ora prima di suicidarsi, accompagnato dai carabinieri che lo avevano salvato da un tentativo simile alla Marina. Da un lato gli inquirenti non sembrano escludere la pista dell’induzione al suicidio: il ragazzo stava affrontando un periodo difficile. La conversione al cristianesimo non era vista di buon occhio dalla famiglia, specialmente dal padre che vive a Roma. A questo sarebbe legato anche l’episodio di qualche settimana fa, quando il giovane marocchino venne trovato su un palo della luce al campo sportivo di Santa Marinella: ad alcuni amici Said avrebbe confidato di essersi nascosto per fuggire da alcuni connazionali che volevano convincerlo, forse dandogli una bella lezione, a non convertirsi. Per questo era stato anche interrogato sabato scorso dai carabinieri. E di questo avrebbe parlato anche ad un ragazzo, incontrato sul treno il 19 novembre scorso: entrambi si stavano recando a Nizza per arruolarsi nella Legione Straniera. Un desiderio forte di Said; ma non superò gli esami e venne rispedito a casa. Tornato in città disse di essere in licenza: invece non aveva avuto il coraggio di raccontare la verità. Un’altra ferita per lui. «Preferisco non dire nulla – ha spiegato scosso il sindaco Moscherini, durante la festa della Polizia Municipale – guardando questi bambini mi impegno ad evitare che i nostri giovani arrivino a scelte del genere». La Polizia di Frontiera, che questa mattina ha consegnato una serie di incartamenti in Procura, con testimonianze e soprattutto documentazione medica di Said, ricoverato qualche tempo fa per 5 giorni al reparto Spdc, sta cercando di chiarire l’aspetto legato all’arrivo del marocchino al pronto soccorso e alla sua dimissione, dopo neanche un’ora, e dopo essere stato visitato, a quanto pare, dal medico del pronto soccorso e da uno specialista.

ULTIME NEWS