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Sangue incompatibile: 71enne rischia la vita per una trasfusione

di LORENZO PIROCCHI

CIVITAVECCHIA – Ennesimo caso di malasanità che ha avuto come protagonista una donna di 71 anni alla quale i medici, a seguito di una trasfusione, le hanno iniettato sangue incompatibile con il suo gruppo sanguigno.
La donna, dopo essersi fratturata una spalla, è giunta ell’ospedale di Tarquinia per effettuare dei controlli di accertamento. Lo staff medico ha trovato la donna in uno stato anemico e ha ritenuto opportuno eseguire una trasfusione sanguigna. L’operazione è andata avanti solo per alcuni minuti perchè è stata subito bloccata dalla prontezza della figlia della donna, la quale si è resa conto che il sangue contenuto nella sacca della trasfusione era del gruppo sanguigno B positivo incompatibile con quello di sua madre che era 0 positivo.
I medici hanno trasferito d’urgenza la malcapitata donna nell’ospedale Belcolle dove l’hanno tenuta sotto stretto controllo per una settimana per verificare la gravità della situazione e quali conseguenze avrebbe potuto avere.
Nonostante il rischio molto elevato, la donna, fortunatamente, è risultata fuori pericolo, ma i familiari, dopo essersi rivolti a un consulente legale, l’avvocato Roberto Fava, sono pronti a richiedere un risarcimento per il grave errore commesso dal personale medico e per il danno causato alla donna e ai familiari che hanno temuto il peggio.  

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