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Sanità, è allarme anche per le strutture private

Problemi per il "Santa Cecilia" e la "Siligato" a seguito della riduzione del budget. Per il centro di riabilitazione il taglio è del 10%; meno 4% per la clinica che soffre però il mancato riconoscimento di alcune attività chirurgiche. Il responsabile della Cgil Fp Angelo Guiducci traccia un quadro piuttosto negativo: «Siamo in attesa di un incontro con il presidente Polverini»

Problemi per il "Santa Cecilia" e la "Siligato" a seguito della riduzione del budget. Per il centro di riabilitazione il taglio è del 10%; meno 4% per la clinica che soffre però il mancato riconoscimento di alcune attività chirurgiche. Il responsabile della Cgil Fp Angelo Guiducci traccia un quadro piuttosto negativo: «Siamo in attesa di un incontro con il presidente Polverini»

CIVITAVECCHIA – Avevano lanciato l’allarme già a luglio scorso i lavoratori e la Cgil, dopo una serie di proteste e di appelli caduti nel vuote, spiegando che «le misure restrittive imposte dal Governo per far rientrare dal deficit la sanità del Lazio riguardanti la sanità privata, accettate passivamente dal commissario ad Acta, rischiano – dichiaravano – di mettere in ginocchio definitivamente alcune strutture cittadine come la clinica Siligato o l’Istituto Santa Cecilia». E in effetti così stanno le cose, come conferma il responsabili sanità della Cgil Fp Angelo Guiducci, che parla di situazioni critiche e difficili, sia per i lavoratori che, ovviamente, per l’utenza. Per il Santa Cecilia il taglio del budget è del 10%; – 4% per la clinica Siligato, la cui situazione è aggravata però dal mancato riconoscimento di alcune attività come quelle chirurgiche. «Il taglio alle risorse economiche sta provocando danni anche alla sanità privata, oltre che alla pubblica – ha spiegato Guiducci – per quanto riguarda il Santa Cecilia, ad esempio, non è stato corrisposto ai dipendenti il premio di produttività annuale, non si possono pensare nuove assunzioni nonostante una sofferenza ormai cronica». Per la clinica Siligato i problemi sono accentuati dal mancato riconoscimento di alcune attività chirurgiche, confermando l’accreditamento solo per quelle ambulatoriali. «Già lo scorso mese ci sono stati disagi nel pagamento degli stipendi – ha aggiunto Guiducci – e probabilmente sarà così anche questo mese, quando potrebbe essere corrisposto il 50% dello stipendio. Assistiamo ad una sofferenza lavorativa del personale, costretto peraltro a turni e carichi di lavoro notevoli». Quale è quindi il futuro di queste strutture? «Per ora, grazie anche alla collaborazione tra sindacati e Asl RmF, e soprattutto all’impegno e alla abnegazione dei dipendenti – ha aggiunto – stiamo cercando di scongiurare l’emergenza; non vorremmo, stante così le cose, che si debba ricorrere alla messa in mobilità. Attraverso i nostri referenti regionali attendiamo un incontro con il presidente della Regione Renata Polverini; noi, intanto, stiamo lavorando affinché, ad esempio, alla Siligato venga assegnato il vecchio budget 2009, almeno per tamponare l’attuale situazione».

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