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Sarabande e pecionate

Sedici assessori nominati, di cui uno, Chiara Guidoni, è riuscito anche a fare il bis dopo non essere stato riconfermato al termine del primo rimpasto, con tanto di trasloco dal Polo Civico alla corte di Cappellani, sette dirigenti (di cui 6 scelti dal Sindaco) che se ne sono andati con le motivazioni più diverse. Diteci voi se questa non è una amministrazione dalle porte girevoli, con revisori dei conti che diventano assessori, assessori che diventano dirigenti, dirigenti di un settore spostati in altri ruoli strettamente tecnici, come è il caso dell’urbanistica, senza alcuna competenza. Insomma, una sarabanda che è la fotografia della concezione moscheriniana del governo del (nel) caos e di quanto (poco) le idee fossero chiare al momento di varare in due ore la prima giunta; oppure in seguito, con i continui aggiustamenti. A chi piace coprire i problemi italici con un po’ di inglese, lo chiama work in progress. Da queste parti, più semplicemente, si usa il termine ‘‘pecionata’’. Ma poco interessa: più il quadro è caotico, meglio il Sindaco riesce a governarlo, trovandosi nelle sue acque. Nel frattempo si profetizzano grandi scenari di sviluppo dalle possibilità realizzative quantomai incerte, e nel quotidiano si naviga a vista, cercando di realizzare le opere in corso e di far partire gli altri progetti messi in cantiere, che poi – insieme all’erogazione (ed al relativo costo) dei servizi pubblici – sono le cose che fra tante chiacchiere più stanno a cuore ai cittadini, insieme al lavoro, autentica emergenza alla quale non si sanno dare risposte adeguate, anche per le dimensioni di una crisi, che vanno ben al di là del territorio. Quale sarà il prossimo passo della sarabanda, è già scritto: il rimpasto di fine anno, quando sarà già lanciata la campagna elettorale per le regionali. Fino ad allora, comunque, le porte continueranno a girare in ogni caso, e tutto sarà, come sempre, possibile.

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