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Scavi a Santa Restituta:  rinvenuti frammenti di mosaico

Si espande anche l'area funeraria

Si espande anche l'area funeraria

TARQUINIATARQUINIA – Sono riprese le indagini archeologiche presso il complesso rupestre di Santa Restituta alla Civita di Tarquinia. All’interno della Chiesa medievale, sia nella porzione costruita sia in quella ipogea, sono stati individuati lacerti di piani pavimentati formati da frammenti di marmo, mattoni e mosaico a tessere bianche e nere. Grazie all’aiuto dell’Università Agraria di Tarquinia si sono potuti approntare contestualmente alla fase di scavo, interventi di consolidamento dei frammenti di marmo e mosaico. “Gli interventi di conservazione dello Scavo di Santa Restituta sono stati effettuati per garantire ai manufatti riportati alla luce la migliore tutela possibile e contrastarne il degrado – commenta il consigliere delegato dell’Università Agraria di Tarquinia Daniele Scalet, che ha seguito il progetto per l’Ente di via Garibaldi – i frammenti di pavimento se non tempestivamente consolidati sarebbero andati irrimediabilmente perduti, vanificando una parte significativa di quanto rinvenuto. Opportunamente puliti si è provveduto a consolidare e fissare al supporto originario con malte tradizionali di restauro aventi le stesse caratteristiche tecnologiche di quelle utilizzate dagli antichi costruttori del sito”. Lo scavo, diretto dalla prof.ssa Letizia Ermini Pani docente di Archeologia Medievale presso l’Università la Sapienza di Roma, è coordinato dalla dottoressa Beatrice Casocavallo con la partecipazione degli allievi della Scuola di Specializzazione in Archeologia di Roma e degli studenti della professoressa Elisabetta De Minicis TARQUINIAdel corso di Laurea di Archeologia Medievale dell’Università della Tuscia. “Apprezziamo lo sforzo e la collaborazione tra Atenei – continua Scalet – legati fortemente a questo territorio, un cammino virtuoso alla scoperta di un sito davvero entusiasmante che ogni anno regala importanti novità. Il futuro è legato alla musealizzazione e alla fruizione da parte del pubblico per i quali appaiono necessari interventi conservativi aggiuntivi, che permettano la salvaguardia di quella che appare come una vera e propria emergenza archeologica per consentire il passaggio alle generazioni future”. Le recenti indagini hanno permesso di definire le dinamiche di occupazione del sito, dalla fase tardo medievale a quella pienamente medievale. Individuati nel settore sud due nuovi ambienti, uno dei quali utilizzato per le attività produttive, forse per la fusione di oggetti metallici, mentre nel settore nord continua ad espandersi l’area funeraria. Le sepolture indagate sono pertinenti sia a persone adulte sia a bambini e si presentano senza corredo, a conferma della valenza cristiana dell’area.

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