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Scoperte venti tombe etrusche a Marina Velka

TARQUINIA. Straordinario ritrovamento da parte della Soprintendenza nell’ambito dei controlli per il nulla osta alla costruzione di ville Due fosse sono state ripulite dai tombaroli. Adesso l’area è stata sottoposta a sorveglianza h24

TARQUINIA. Straordinario ritrovamento da parte della Soprintendenza nell’ambito dei controlli per il nulla osta alla costruzione di ville Due fosse sono state ripulite dai tombaroli. Adesso l’area è stata sottoposta a sorveglianza h24

TARQUINIA – Una vera e propria necropoli è stata scoperta nei giorni scorsi dalla Soprintendenza per l’Etruria Meridionale nell’ambito di alcuni controlli di carotaggio nell’area di Marina Velka, a ridosso del campo da golf.
Le verifiche si sono rese necessarie nell’ambito dei ‘‘nulla osta’’ previsti per autorizzare la costruzione di alcune villette ed un albergo nel lotto adiacente al campo da gioco, secondo il progetto presentato in contratto d’area da una società costruttrice inglese.
Dai rilievi effettuati dai tecnici della Soprintendenza, sul terreno, nell’area destinata a verde, è emersa la persistenza di ben venti tombe etrusche, oltre che insediamenti abitativi di epoca etrusca e romana. Secondo quanto si è potuto apprendere, si tratterebbe di ‘‘tombe a fossa’’, ‘‘incamiciate’’ dalla pietra, alcune delle quali contenenti vasellame di epoca etrusca, di diverso pregio.
Lo straordinario ritrovamento, risalente a qualche settimana fa, è però già giunto a conoscenza di esperti ‘‘tombaroli’’ che nei giorni scorsi hanno ‘‘ripulito’’ due delle venti tombe. Una prima sarebbe stata trovata completamente violata, mentre la seconda sarebbe stata lasciata a metà. Probabilmente gli esperti ‘‘ladri di reperti archeologici’’ hanno visto che la tomba non conteneva alcunché di interessante ed hanno perciò rinunciato. O forse sono stati disturbati dai rumori e dai controlli e dunque sono stati costretti a lasciare il ‘‘lavoro’’ incompleto.
Ancora da accertare, comunque, la quantità e il pregio dell’eventuale materiale asportato. Non si sa infatti, che tipo di materiale i‘‘tombaroli’’ abbiano trovato all’interno delle due tombe a fossa. Alcune, infatti, sarebbero state danneggiate per via delle lavorazioni sul terreno: le pietre che le sigillavano sarebbero state, cioè, distrutte, consentendo infiltrazioni all’interno della fossa e compromettendo così i vasi e gli oggetti del corredo funebre.
Dopo questo tentativo di intrusione da parte dei tombaroli, i controlli sull’area sono stati intensificati. Tutta la zona è stata però sottoposta ad una ferrea sorveglianza, 24 ore su 24, da parte della Soprintendenza, dei vigilantes e dei carabinieri. Gli insediamenti archeologici rinvenuti, secondo quanto si è potuto apprendere, non comprometterebbero però la lottizzazione, proprio perché l’area in questione, in base al progetto collegato all’ampliamento del campo da golf, sarebbe a ridosso del campo da gioco già esistente e comunque destinata a verde. Pertanto, la persistenza di interesse archeologico sarà, con ogni probabilità, circoscritta e segnalata, andando così ad incrementare il pregio non più solo naturalistico della zona. Le persistenze archeologiche potrebbero cioè diventare un ulteriore motivo di attrazione turistica. Per quanto si è potuto apprendere, la Soprintendenza avrebbe come incarico la realizzazione di ben 8 chilometri di trincea, all’interno dei quali effettuare scavi di controllo.

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