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Scuola: soluzioni tampone per 250 alunni

Cerveteri. Per la metà di loro la campanella suonerà il 21 settembre anzichè il 14 Per 100 studenti delle Due Casette pronti i prefabbricati costruiti nella frazione

Cerveteri. Per la metà di loro la campanella suonerà il 21 settembre anzichè il 14 Per 100 studenti delle Due Casette pronti i prefabbricati costruiti nella frazione

CERVETERI – Codice rosso per l’edilizia scolastica etrusca, mancano pochi giorni al suonare della campanella e nelle ultime ore si cercano soluzioni tampone per quasi 250 scolari. Per la metà di loro il primo giorno con il grembiule sarà il 21 settembre e non il 14. «Le certificazioni e i collaudi necessari ci impediscono di aprire i locali il 14 – afferma l’assessore all’Istruzione Giuseppe Zito – questa è l’unica soluzione per garantire l’inizio della scuola dell’obbligo, per quella materna dobbiamo aspettare i risultati delle ultime perizie: se i test saranno negativi la proroga prevista è di circa un mese». I cento alunni della ex scuola delle Due Casette, chiusa lo scorso dicembre, saranno accolti nei nuovi prefabbricati costruiti nella frazione; i rimanenti scolari, cartella in spalla, saranno dirottati verso le scuole di Valcanneto e dei Terzi. Il territorio caeratano rimasto orfano di tre edifici fondamentali per lo smistamento dei numerosi alunni affronta così l’emergenza, i plessi ereditati dall’Arsial di Quartaccio, Casetta Mattei, e una parte nella frazione dei Terzi, oltre la già evacuata scuola di Ceri, dalle ultime perizie risultano inagibili, ma si stanno effettuando, in questi giorni, ulteriori accertamenti sulle strutture ritenute pericolanti. «Stiamo vagliando approfondimenti rispetto alle perizie effettuate,- continua l’assessore Zito- nella speranza di potere rendere nuovamente agibili gli edifici». Mesi fa a bloccare il nulla osta della sicurezza, il certificato relativo alla statica assente sopratutto nelle strutture più vecchie sulle quali il test non può essere effettuato a causa del peso. La situazione non migliora nel cuore della città: la ‘‘Giovanni Cena’’, il plesso più grande, non può essere ulteriormente tramezzato, molte classi sono già state ricavate da quelli che una volta erano laboratori o corridoi, e la ‘‘Don Milani’’ di Valcanneto non ha una capienza tale da ospitare tutti gli alunni delle scuole satelliti con i cancelli sbarrati. L’amministrazione comunale continua a studiare soluzioni alternative scontrandosi con un assetto di bilancio al verde che non consente ampie manovre. Per anni gli edifici scolatici sono stati abbandonati a loro stessi, e ora i precari plessi si scontrano con una crescente densità demografica. Il dirigente scolastico delle scuole colpite Riccardo Agresti, propone l’osannata soluzione dei “doppi turni” scongiurata dai genitori che innescano le prime polemiche. (Stef. Vign.)

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