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Se al Marchese non piace nemmeno Marchionne

di GIAMPIERO ROMITI

L’estate sta finendo… Svolazza nel cielo gonfio d’inquinamento l’allegro motivetto “righeiriano” ed i trenta-trentacinque gradi d’agosto cominciano ad imboccare la strada che porta ad un settembre condito di incertezza, di demagogia, di mistificazioni e di stucchevoli promesse riguardanti ripresa dell’economia, occupazione e languidi blablabla capaci di alimentare soltanto false illusioni e sogni senza colori né fantasia. Sarà dunque un autunno caldo? Magari. Il timore è che si riveli rovente e allora hai voglia ad invocare un po’ di frescura rigenerante dopo i fiumi di sudore versati sotto gli inclementi colpi di un sole senz’anima e carico d’umidità.
E, ad onor del vero, si registrano già le prime avvisaglie di aspre battaglie combattute sul terreno del nulla e che i (mediocri) politicanti di casa nostra faranno i salti mortali pur di dimostrare che sono determinanti per il bene della collettività.
L’Udc ha alzato la voce e denunciato una principesca assunzione di un dirigente alla Asl. Il fortunato prescelto sarebbe un protetto di un potente personaggio (politico) a sua volta luminosissimo punto di riferimento del direttore generale dell’Azienda Sanitaria. Insomma la solita storia di un clientelismo che non si elimina neppure con il lanciafiamme e che ha mandato su tutte le furie il Marchese del Pincio. Ebbene sì, il caldo deve essere stato proprio insopportabile quest’anno. Al tempo stesso deve anche avere avuto il devastante effetto di far evaporare la memoria. Sui posti di lavoro elargiti specie nel corso degli ultimi sedici anni (ovvero dal 1994 ad oggi) a chiamata diretta, stuprando selvaggiamente e vergognosamente principi fondamentali quali meritocrazia e pari opportunità, si potrebbe scrivere un libro e che il primo cittadino si metta ad interpretare la parte del verginello è davvero singolare. Fermo restando, bene inteso, che “l’operazione” del dottor Squarcione, denunciata dai “casiniani”, è da condannare senza indulgenza alcuna. Giudizio netto che vale pure per le non poche assunzioni di cui Moscherini è perfettamente a conoscenza e che certamente non sono state un inno alla trasparenza.
E se l’uddiccì ed il sindaco chiamano, il piddì risponde. La consigliera Marietta Tidei punta infatti al cuore di Etruria e spara alzo zero contro la gestione lombardiana forte dell’accondiscendenza moscheriniana. Dal 2006 la municipalizzata, secondo l’esponente del Pd, avrebbe provocato uno tsunami riguardo ai costi di produzione. Passati dai 9,3 milioni di euro di quell’anno ai 14,3 nel 2009. E poi: sempre nel 2009 il “valore” del personale è stato di 8,2 milioni mentre nel 2008 era rimasto bloccato sui 6,5. Restando nell’ambito dei posti di lavoro assegnati (direttamente e dunque senza selezioni), ai 198 del 2007 se ne sono aggiunti altri 82 nel 2009. E, tanto per gradire, la ciliegina finale: la Tia dai 6,5 milioni di euro del 2006 è lievitata ai 9,5 del 2009.
La prima domanda è glacialmente questa: i cittadini sono a conoscenza di tutto ciò?
La seconda: il servizio erogato dall’Etruria vale in lungo e largo la montagna di soldi che escono dalle tasche dei contribuenti?
Ma, in immancabile replica alla vispa Marietta, sostiene il Marchese del Pincio: “Mi convinco sempre di più che devo rimanere a fare il sindaco di questa città, perché se me ne vado lei ha stabilito che i rami secchi di Etruria dovranno essere tagliati”. Non male, anzi bellissima la sortita. Per un motivo fondamentale: s’è già autoeletto visto che ringhia convinto “mi convinco che devo rimanere…” Ma ce ne è di più. Il gentil Gianni liquida infatti la pargoletta del suo odiatissimo nemico Pietro il Magnifico, megafonando che “la parola solidarietà non alberga più nel vocabolario della consigliera, così come in quello del Pd la cui priorità, per ora, sembra essere quella di personificarsi in tanti piccoli Marchionne locali, il cui unico scopo è quello di giocare sulla pelle dei lavoratori”. Stupefacente, vero?. E ci chiediamo e vi chiediamo: sono parole dell’ex compagno cigiellino o dell’attuale numero uno dell’amministrazione comunale con la tessera del Pdl in tasca? Sarebbe cosa molto gradita se una cortese risposta arrivasse dal dinamico capogruppo pidiellino Vitali che a sua volta dovrebbe informare il ministro Sacconi che sullo scranno più alto dell’Aula Pucci siede un sindaco  al quale non va a genio il signor Fiat.
E’ domenica, sulla pelle della vostra donna l’irresistibile sapore di sale è un irrinunciabile invito ad una nottata meravigliosamente agitata.
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