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Seport, Iacomelli (Cpr) all'attacco di Freedom

CIVITAVECCHIA – Parla da presidente della Cpr e, soprattutto, da membro del CdA di Seport, di cui la Cpr è socio con il 32% delle quote azionarie, il presidente della società Maurizio Iacomelli andando all’attacco di Freedom e di Fabiana Attig alla luce delle ultime dichiarazioni del movimento politico. “Per rispetto dei rapporti tra sindacati ed impresa non entro nel merito delle trattative sindacali che hanno portato a definire tra la Seport e le rappresentanze dei lavoratori l’isituzione dei contratti di solidarietà – ha spiegato Iacomelli – è opportuno sottolineare però come Fabiana Attig plauda all’operato di un solo sindacato, quello guarda caso di cui lei stessa risulta dirigente, screditando il lavoro di tutte le altre sigle”. Iacomelli si rivolge poi direttamente alla coordinatrice politica di Freedom, ricordandole che “le imprese non sono poltrone, accordi sottobanco e clientele, costumi che purtroppo nel nostro paese non riusciamo a sradicare e che appartengono alla parte più deviata e corrotta della politica. Fare impresa – ha aggiunto – significa assumersi la responsabilità di compiere delle scelte per salvaguardare ed accrescere il lavoro e l’occupazione, far crescere e sviluppare il territorio in cui si opera. Se ha tanta paura che vengano compiuti “accordi sottobanco” in commistione tra politica ed imprenditoria ci viene il dubbio che lei possa conoscerli. Stia tranquilla sul Cda della Seport e sul piano industriale per il rilancio e lo sviluppo dell’azienda. Sappiamo esattamente quello dobbiano fare e da soci siamo pronti a fare gli investimenti necessari. Abbiamo obiettivi importanti che richiedono valide progettualità, serietà e trasparenza ma sinceramente non dobbiamo certo spiegarlo né a lei né alla politica. Non vorrei che proprio una strumentalizzazione politica la porti a chiedere il “commissariamento per incapacità” della Seport, altra sua sparata che se non fosse lesiva dell’immagine della società, dell’operato della attuale dirigenza e del CdA e offensiva nei confronti dei lavoratori, sarebbe ridicola perchè priva di ogni fondamento procedurale e giuridico. Vorrei infine ricordare che parlare di realtà aziendali in termini spregiativi e denigratori, causa alle società gravi danni d’immagine perseguibili in termini di legge e le preannuncio fin da subito che la Cpr tutelerà i suoi interessi in sede legale”.

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