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Sgarbi si appella alla Fondazione Ca.Ri.Civ.

Lo storico dell’arte è interventuo ieri al Traiano nel corso del partecipato convegno sul Rinascimento Per il critico l’ente potrebbe finanziare il restauro dei dipinti raffaelleschi di casa De Paolis

Lo storico dell’arte è interventuo ieri al Traiano nel corso del partecipato convegno sul Rinascimento Per il critico l’ente potrebbe finanziare il restauro dei dipinti raffaelleschi di casa De Paolis

SGARBICIVITAVECCHIA – «La Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia, cha ha già finanziato questo interessante evento, intervenga anche per restaurare il dipinto di casa De Paolis per la gloria di tutta la città: magari si può aprire la casa una volta a settimana per far visitare poi la stanza». La proposta l’ha lanciata dal palco del teatro Traiano direttamente lo storico dell’arte Vittorio Sgarbi, ospite ieri pomeriggio della prima giornata di convegno su ‘‘Le rivoluzioni del Rinascimento intorno al 1508’’, promosso in occasione della settimana dedicata ai 500 anni della Cassaria, la prima commedia in lingua italiana scritta da Ludovico Ariosto, e del Forte Michelangelo. Non si è espresso sulla veridicità o meno dei dipinti e sulla loro origine, ma ha spiegato che «se una critica illustre come Nicole Dacos si sia esposta facendo questa puntualizzazione e indicando il nome di Ugo Da Carpi, compromettendo anche il suo, allora c’è da pensare – ha aggiunto – che si tratti di una affermazione importante».
Poi l’altra curiosità, rivelata proprio dal palco del Traiano: «La Cassaria è stata scritta a casa mia! L’appartamento di Ferrara della mia famiglia, in via del Giuoco del Pallone 31 – ha sottolineato – è lo stesso dove ha abitato Ariosto proprio fino al 1508: quindi la Cassaria è nata lì. Ci sono ancora tracce, in garage, del teatrino privato dove avrà sperimentato questa commedia». Il critico, attuale sindaco di Salemi, si è complimentato con gli organizzatori dell’iniziativa e con la scelta della tematica del convegno, aperto dagli interventi di illustri ospiti cittadini. Un raggiante Pino Quartullo e il soddisfatto Vincenzo Caccaglia, che hanno aperto il convegno insieme al sindaco Moscherini e alla delegata Cecchi, hanno lasciato spazio alle interessanti relazioni del vescovo Carlo Chenis, nella sua veste di critico d’arte e professore di Estetica, degli storici locali Mario Camilletti sul Forte Michelangelo e Roberta Galletta sulla Darsena Romana e del giornalista Alvaro Ranzoni proprio sulla storia dei dipinti raffaeleschi. «Consegnamo ufficialmente l’opera alla città – ha spiegato – Civitavecchia ora sa davvero cosa c’è in quell’appartamento: abbiamo detto tutto. Attendiamo la manifestazione di interesse da parte di qualche ente o istituzione».

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