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Sigilli motivati da un vincolo idrogeologico <br />

Santa Marinella. Nessun tecnico comunale indagato dopo il sequestro della palazzina di via Aurelia 181. La prescrizione in quell’area impedisce l’aumento della cubatura 

Santa Marinella. Nessun tecnico comunale indagato dopo il sequestro della palazzina di via Aurelia 181. La prescrizione in quell’area impedisce l’aumento della cubatura 

SANTA MARINELLA – I sigilli posti venerdì scorso alla palazzina di via Aurelia 181 da parte della Guardia di Finanza hanno dato seguito a ben tre avvisi di garanzia a persone non residenti in città. In sostanza, la “Mira costruzioni”, società romana che aveva acquisito una palazzina fatiscente accanto al noto centro residenziale e commerciale di recente costruzione, che si trova sull’Aurelia poco prima del bivio per il porticciolo cittadino, avrebbe proceduto con l’abbattimento del fabbricato esistente per poi innalzare, a quanto si apprende, illegalmente, il nuovo palazzo fino a quattro piani più mansarda e garage seminterrato. Il motivo del sequestro stabilito dal giudice, su richiesta del pubblico ministero che ha svolto le indagini, riguarderebbe principalmente l’esistenza di un vincolo idrogeologico presente sul terreno, che di fatto impedirebbe un aumento di cubatura rispetto a quella preesistente. Lo stabile in fase di costruzione aveva suscitato in questi mesi la preoccupazione di molti abitanti delle case adiacenti, i quali si vedevano a breve distanza oscurare letteralmente la vista dai nuovi piani, al punto che, alcuni di questi stavano già adendo a vie legali per cercare di fermare la costruzione. Non si sa se il sequestro del cantiere sia avvenuto proprio grazie ad una di queste segnalazioni, oppure se la Finanza stesse già indagando da tempo sulla vicenda, fatto sta che la mattinata di venerdì è stata a dir poco movimentata in città, con svariate volanti che si sono recate sul luogo ad apporre i sigilli ed un elicottero delle Fiamme gialle che si aggirava sullo stabile, probabilmente per acquisire altro materiale fotografico utile alle indagini. Da quanto si apprende, fra gli indagati non vi sono i responsabili tecnici dell’ufficio urbanistico del Comune, in quanto il permesso rilasciato sarebbe regolare. Questo si spiegherebbe secondo alcune fonti, perché la società edile, proprio in merito ai vincoli idrogeologici del terreno, avrebbe presentato una documentazione falsa agli uffici comunali, al fine di ottenere la licenza. Fra l’altro, sembra che il titolare della ditta si trovi già in carcere per reati collegati ad altre costruzioni avvenuti in Sicilia, da parte di un’altra società di cui era il titolare.

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