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Sot, preoccupa il silenzio di Sindaco e maggioranza

Piendibene (Pd) punta il dito contro Moscherini e Attig (Freedom) chiede chiarimenti all'amministrazione. Intanto il Prc invita alla mobilitazione per evitare questa "scelta scellerata"

Piendibene (Pd) punta il dito contro Moscherini e Attig (Freedom) chiede chiarimenti all'amministrazione. Intanto il Prc invita alla mobilitazione per evitare questa "scelta scellerata"

CIVITAVECCHIA – “Tanto ciarliero sui temi da lui scelti fino a lanciarsi in pericolose evoluzioni dialettiche sul tema del vandalismo, tanto silente sulle questioni ostiche”. Così il consigliere del Pd Marco Piendibene descrive il sindaco Moscherini che, in questi giorni, nonostante le numerose critiche giunte da più parti in merito alla cessione del 60% delle quote di Hcs, non ha risposto a nessuno, trincerandosi dietro il silenzio. “Non ha parlato né prima – ha aggiunto – né a cose fatte, senza neanche confrontarsi con la sua maggioranza, o quello che rimane”. Proprio a questi consiglieri si rivolge il collega di opposizione, “perché forse – ha aggiunto – nemmeno si rendono conto delle conseguenze disastrose di una privatizzazione così spinta che ha surrettiziamente utilizzato la norma che obbligava alla cessione del solo 40% con l’intento, ovvio ed implicito, di garantire ai Comuni l’indirizzo ed il controllo dei servizi più importanti offerti ai cittadini. Ebbene, dopo questa scellerata decisione il Sindaco è stato sommerso da una valanga di critiche, accuse al limite dell’insulto: per tutta risposta lui continua a tacere, dopo averci abituato ad un comportamento viscerale ed iracondo nei confronti di chi lo attacca su questioni molto più futili o chi non accondiscende ai suoi dettami”. Parlando di un Sindaco senza più argomenti, Piendibene auspica “che gli alleati odierni del novello “Caudillo” abbiano la lungimiranza per cominciare a prendere le distanze da chi – ha sottolineato – pensa di poter amministrare la città senza alcuna condivisione delle scelte e che ha ormai quasi esaurito il suo mandato lasciando le macerie di una gestione economica che lascerà la valanga di debiti contratti con gli ultimi bilanci”. Più o meno la stessa conclusione a cui è giunto il coordinatore politico di Freedom Fabiana Attig che si chiede inoltre cosa si nasconde dietro “la fretta di approvare la svendita dei servizi comunali. Non certo – ha spiegato – la volontà di migliorarli visto che, nel momento in cui il privato investirà le proprie risorse per avere la maggioranza delle quote vorrà, giustamente, esercitare il proprio diritto di proprietà e dunque dettare la linea per lo svolgimento dei servizi. Una linea che non potrà non tenere conto delle esigenze economiche e dei profitti. Fanno bene i sindacati ad essere preoccupati perché il rischio di licenziamenti è concreto e dietro l’angolo. Il privato, infatti, se è il socio maggioritario può orientare il piano industriale prevedendo di mandare in mezzo alla strada decine di persone”. Attig chiede spiegazioni all’amministrazione comunale. “Ci saremmo aspettati dalla maggioranza – ha aggiunto – un ampio dibattito sui pro e sui contro e, soprattutto, sui motivi di questa scelta. Al contrario, come sempre, nessuno ha proferito parola, seguendo le volontà del padrone e non comprendendo che, continuando così, i consiglieri rischiano di diventare anch’essi responsabili del disastro che è sotto gli occhi di tutti”. E mentre il coordinamento di Sinistra, Ecologia e Libertà chiede con forza le dimissioni del Sindaco e nuove elezioni “perché – spiegano – questa amministrazione non ci sembra né particolarmente stabile ed affidabile, né tanto brillante da creare un vuoto incolmabile”, il Prc ritiene necessario attivare una vasta mobilitazione “per scongiurare – chiariscono – la privatizzazione di Hcs, un progetto sciagurato da respingere senza tentennamenti. Nessun privato entra in questo tipo di operazioni per rimetterci o per fare il bene della comunità: questo è lo sciagurato epilogo di una politica sui servizi pubblici del tutto improvvisata, priva di un orizzonte strategico e piegata alle convenienze del momento. Un simile atteggiamento testimonia la disperazione di una giunta senza prospettive, che per garantirsi la sopravvivenza svende il patrimonio pubblico ai privati, scarica con leggerezza sui cittadini il peso dei suoi fallimenti, e, non ultimo, arriva ad azzerare ogni futura possibilità di intervento dell’ente locale in materia di servizi pubblici: una condizione che nessun comune guidato con un minimo di saggezza si sogna di perseguire”.

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