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Sparisce Etruria Servizi: avviata la scissione

In Civitavecchia Infrastrutture la parte patrimoniale, l’igiene urbana in Città Pulita. Cimiteri, canile ed Aec in Ippocrate. Boschini e Steri: «Un progetto ambizioso che può attrarre i comuni limitrofi. Prossimo passo il Tpl». Il sindaco Moscherini torna sulla vendita del 60% delle quote di Hcs: «Si potrebbe anche arrivare al 90%»

In Civitavecchia Infrastrutture la parte patrimoniale, l’igiene urbana in Città Pulita. Cimiteri, canile ed Aec in Ippocrate. Boschini e Steri: «Un progetto ambizioso che può attrarre i comuni limitrofi. Prossimo passo il Tpl». Il sindaco Moscherini torna sulla vendita del 60% delle quote di Hcs: «Si potrebbe anche arrivare al 90%»

CIVITAVECCHIA – È finita l’epoca dell’Etruria Servizi. Risolto il contenzioso in piedi con la Mad, la società che gestisce la discarica, ieri è stato dato il via alla scissione della società di igiene ambientale cittadina. La conferma è arrivata dal sindaco Moscherini, dai presidenti di Hcs Massimo Boschini e di Civitavecchia Infrastrutture Salvatore Steri e dall’amministratore unico della società Vincenzo De Francesco. È stato proprio quest’ultimo a spiegare nel dettaglio il processo in corso. «La parte patrimoniale – ha spiegato – è stata inglobata nella holding Civitavecchia Infrastrutture, quella relativa all’igiene urbana nella Sot Città Pulita di cui sono presidente e i rami legati ai servizi cimiteriali, al canile e all’Aec (assistenti educatrici culturali) nella sot Ippocrate, queste ultime due facenti parte della Holding Servizi. La segnaletica è tornata al Comune, così come, entro gennaio, accadrà anche per gli impianti termici. E’ stata anche presentata, in questo senso, la divisione del personale». Con la scissione di Etruria Servizi, secondo il presidente Hcs Boschini, «si è concluso 3/4 del percorso avviato nel 2007. Hcs – ha spiegato – e Civitavecchia Infrastrutture stanno raggiungendo i propri obiettivi. In questi anni è stato portato avanti un lavoro intenso e complesso, senza fare nulla di irregolare: la holding è una società sana, regolare, trasparente». È stato poi il presidente di Civitavecchia Infrastrutture Salvatore Steri a parlare di un progetto ambizioso, in grado di poter attrarre l’interesse dei paesi limitrofi, soprattutto considerando che, in base alla legge 23 bis, comuni con meno di 20 mila abitanti non possono creare proprie holding. «Possiamo diventare – ha infatti spiegato – il fulcro della riorganizzazione dei servizi territoriali. Dividendo la parte dei servizi da quella patrimoniale anche il futuro partner privato dovrà fare i conti con le casse della Civitavecchia Infrastrutture». Da qui il commento politico del sindaco Moscherini che, rivolgendosi ai gruppi di opposizione e ai sindacati, ha parlato di un risultato importante. «Siamo andati avanti contro chi dice no senza proporre alternative valide – ha spiegato – per quanto riguarda la vendita delle quote siamo stati chiari nell’ultimo consiglio comunale, spiegando di mirare al miglioramento dei servizi e alla tutela dei posti di lavoro, aspetto per il quale stiamo pensando a specifici accordi con i sindacati. Vendendo il 60% o il 90% delle quote, inoltre, non cambierebbe nulla dal punto di vista dei poteri, quanto piuttosto aumenterebbero gli introiti. Chissà che non torniamo in Consiglio per modificare questo aspetto. Intanto proseguiamo con Etm: non sarà semplice perché dovremo rimettere a galleggiare una barca affondata. L’unico problema per i sindacati è che la Holding non garantirà l’occupazione per i fannulloni». Moscherini, riprendendo poi le parole di Steri, ha spiegato come da Civitavecchia possa nascere una multiutility con servizi per tutto il territorio.

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