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Squarcione: "Asl RmF, verso il risanamento"

CIVITAVECCHIA – Continuità con la passata gestione, certo, ma una voglia di risollevarsi, di cercare di garantire risposte concrete ai bisogni della popolazione, cercando la massima sinergia con le istituzioni, regionali e locali in primis, con enti, associazioni, fondazioni e privati. Questo traspare dalle parole di Salvatore Squarcione, il neo manager della Asl RmF, che ha fatto un primo punto sulla situazione attuale dell’azienda e del territorio, gettando uno sguardo ai progetti e alle iniziative future. “Ci sono molte aspettative su questa nuova direzione – ha spiegato – anche se non tutti sono stati contenti di rivedermi a Civitavecchia, dove sono stato anni fa in qualità di direttore sanitario aziendale, all’epoca della dirigenza Giusti, quando è iniziato il risanamento di questa azienda”. Il direttore generale ha parlato di una necessaria riorganizzazione anche del personale per migliorare la qualità delle prestazioni sanitarie offerte, di incompatibilità etiche in molti settori da dover risolvere al più presto, senza chiarire la questione legata alla nomina del direttore aziendale e sanitario della Asl: finora le poltrone sono occupate da Salvatore Coronato e Concetto Saffioti. “E’ presto per affrontare la questione – ha spiegato – bisognerà valutare se obiettivi e metodi coincidono: i risultati arrivano solo se la squadra lavora bene per interessi comuni”. Ha parlato di modulare i servizi non sulla domanda ma sui bisogni dei cittadini di tutti i distretti, di necessaria canalizzazione nel piano regionale soprattutto per quel che riguarda poi la locazione di finanziamenti. “Perché non dimentichiamo – ha aggiunto – che non abbiamo a disposizione molte risorse e le quote pro capite sono ferme ad un dato storicamente basso”. Intanto entro 15 giorni verrà convocata la conferenza dei sindaci, “necessario confronto – ha sottolineato – per comprendere, bisogni, richieste, criticità della popolazione, e per riprendere anche il discorso di una rizonizzazione: 12 anni fa scrissi alla Regione evidenziando questa necessità e siamo ancora fermi”. Massima attenzione alla prevenzione e diagnosi, ai problemi legati al porto e alla centrale, a far crescere la ricerca coinvolgendo le università. “Nel frattempo vogliamo rilanciare i nostri ospedali – ha aggiunto – che hanno delle criticità da risolvere, dal punto di vista della manutenzione ma anche del personale, ridefinendo gli ambiti di intervento e le mission delle strutture”.

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