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Stalking, due casi a Tarquinia

Ventenne indagato dalla Polizia: per mesi ha perseguitato la ex e il nuovo fidanzato La madre è a sua volta vittima di atti persecutori da parte dell’ex compagno

Ventenne indagato dalla Polizia: per mesi ha perseguitato la ex e il nuovo fidanzato La madre è a sua volta vittima di atti persecutori da parte dell’ex compagno

TARQUINIA – Da vittima di stalking a madre di un presunto stalker. Doppio caso di persecuzioni amorese a Tarquinia nell’ambito della stesso nucleo famigliare. Un 20enne del posto è indagato dalla polizia del Commissariato di Tarquinia per atti persecutori nei confronti della ex fidanzata. Il giovane, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, non si sarebbe rassegnato alla fine della sua relazione sentimentale con una coetanea ed avrebbe iniziato a seguire e minacciare la ex e pure il suo nuovo spasimante. Il comportamento del ragazzo, forse troppo assillante, si sarebbe protratto per diversi mesi. Il ventenne ha tempestato entrambi di telefonate, messaggi, pedinamenti, ingiurie, minacce ed inseguimenti. Qualche giorno fa la situazione è però degenerata. Una notte, vedendo la sua ex fidanzata in compagnia del nuovo ragazzo, il 20enne ha perso la testa e ha aggredito prima lei poi lui, dapprima verbalmente poi arrivando alle mani. Ne è scaturita una vivace lite tra i due pretendenti, con il 20enne che è stato costretto a rivolgersi alle cure dei medici dell’ospedale di Tarquinia. Sarà compito deegli investigatori del vice questore aggiunto Riccardo Bartoli, ricostruire l’intera vicenda per valutare con attenzione se l’episodio è ascrivibile nei casi di una forma di disturbo e violenza privata alle persone o se ciò possa invece concretizzarsi nel più grave reato di stalking. Una eventualità, quest’ultima, che per la mamma del giovane ventenne sarebbe terribile. Anche lei, infatti, è stata a sua volta vittima di pressioni e atti persecutori da parte dell’ex compagno, denunciato dalla stessa per stalking. L’uomo, peraltro, è stato contestato dal 20enne che più volte si è schierato in difesa della madre. Ma adesso, anche lui rischia di dover rispondere dello stesso grave comportamento persecutorio da cui sperava di liberare la mamma.
Ale.Ro.

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