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Studenti di Ladispoli bloccati dalla nube nera

Odissea per i ragazzi dell’Istituto Di Vittorio. Venerdì, di ritorno da un viaggio d’istruzione, sono rimasti fermi all’aeroporto di Budapest La preside Vincenza La Rosa: «Nonostante la crisi e l’emergenza siamo riusciti a riportare a casa il gruppo in poco più di un giorno»

Odissea per i ragazzi dell’Istituto Di Vittorio. Venerdì, di ritorno da un viaggio d’istruzione, sono rimasti fermi all’aeroporto di Budapest La preside Vincenza La Rosa: «Nonostante la crisi e l’emergenza siamo riusciti a riportare a casa il gruppo in poco più di un giorno»

LADISPOLI – Erano saliti sull’aereo (volo Alitalia delle 18,55 Budapest-Fiumicino), pronti a partire, quando sono stati di nuovo spenti i motori e i voli tutti cancellati.
È accaduto venerdì scorso ad un gruppo di studenti dell’istituto Di Vittorio di Ladispoli.
I ragazzi sono riusciti a tornare a casa domenica mattina alle 11 tra stanchezza e preoccupazione.
Si trovavano a Budapest per un viaggio d’istruzione, ma nel giorno del rientro, l’aeroporto è rimasto chiuso a causa della nube del vulcano islandese.
Tempo di salire sul velivolo, che viene dato ordine di allacciare le cinture e spegnere i cellulari. L’aereo è pronto al decollo. Poi però i motori si spengono. I passeggeri vengono invitati a scendere, l’aereoporto di Budapest viene chiuso e lo spazio aereo interdetto.
La preoccupazione si diffonde fra i tanti ragazzi che si ritrovano di sera fra le strade di Budapest con i pochi spiccioli rimasti in tasca, dopo i vari regali acquistati per familiari e amici.
«Abbiamo subito attivato un’unita di coordinamento», spiega la dirigente scolastica Vincenza La Rosa che si è avvalsa dei suoi stretti collaboratori tra i quali il vicepreside, professor Sandro Pase.
«Abbiamo richiesto interventi di emergenza – dice La Rosa – all’agenzia organizzatrice del viaggio (Primatour-Roma)».
La situazione è apparsa subito difficile, con le persone letteralmente accampate in aereoporto, alberghi pieni al limite di recettività, mezzi di trasporto al collasso.
Solo in tarda serata è stato possibile reperire un pulmann e portare alunni e docenti in albergo. Preside e collaboratori si attivano tutta la notte, prendendo contatti con la Farnesina, l’ambasciata italiana a Budapest, l’Alitalia e l’Enac. «Ricevendo – racconta la dirigente scolastica – informazioni contrastanti».
Già dalle prime ore di sabato, la preside aveva costituito presso l’istituto di via De Begnac, un’unità operativa di emergenza per gestire la difficile situazione «e favorire – racconta Vincenza la Rosa – il rientro in Italia, nel più breve tempo possibile e in condizioni di sicurezza, di tutto il gruppo studentesco, cercando soprattutto di far mantenere la serenità dei ragazzi e degli accompagnatori».
Alla fine, la scuola riesce a trovare un pullman in Ungheria settentrionale, a Monor, con due autisti a disposizione, considerata la distanza: ben 15 ore di viaggio.
Il gruppo studentesco dell’istituto Di Vittorio rientra dunque a Ladispoli domenica mattina alle 11. Applausi e grande soddisfazione fra i genitori preoccupati per le sorti dei ragazzi. «La scuola – ha commentato la preside Vincenza La Rosa – nonostante la crisi e l’emergenza, è riuscita a riportare a casa i ragazzi in poco più di un giorno».

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