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Stupro di Montalto, Codici: "Messa in prova decisione aberrante"

MONTALTO DI CASTRO – “Ritorna agli ‘orrori’ della cronaca la vicenda della ragazza di Montalto di Castro (Viterbo), allora 15enne, stuprata da un branco di adolescenti nell’estate del 2007. A quei tempi, il Codici si era interessato alla vicenda, criticando duramente l’iniziativa del Comune, disposto ad anticipare 20mila euro per le spese legali a difesa degli otto stupratori”. E’ quanto comunica Codici in una nota. “Apprendiamo in queste ore della sospensione del processo con ‘messa in prova’ per 24 mesi agli otto ragazzi di Montalto di Castro che dovranno dimostrare di essere pentiti dell’azione commessa – commenta Ivano Giacomelli segretario nazionale del Codici-Centro per i Diritti del Cittadino – una decisione aberrante che aggiunge, a nostro avviso, violenza su violenza”. “Nei prossimi due anni – continua la nota – i ragazzi saranno affidati ai servizi sociali che, insieme con i servizi del Comune di Montalto di Castro, li sottoporranno ad un programma di osservazione, sostegno e controllo”. “Esprimiamo per la seconda volta in merito alla vicenda – aggiunge Giacomelli – tutta la nostra contrarietà. Certo, siamo per il recupero sociale e per il reintegro nella società di chi commette un reato, questi ragazzi vanno sicuramente aiutati psicologicamente e sostenuti. Ma siamo comunque del parere che il processo debba regolarmente svolgersi e arrivare ad una pena. Procedendo in questa maniera, è come se si sminuisse ciò che è accaduto, è come se si cancellasse con un colpo di spugna il dolore e l’umiliazione della ragazza violentata, l’unica vittima che va assolutamente tutelata e protetta. Quello che è accaduto non è una “bravata” da quindicenni per cui sono sufficienti una strigliata e due ore di psicoterapia settimanali. La Legge – conclude – dovrebbe saperlo”.

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