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Super consulenze di Maurizio Costanzo: la Corte dei conti condanna l'ex giunta Carai 

Dovranno risarcire ai cittadini 60mila euro Piovono condanne dall'opposizione

Dovranno risarcire ai cittadini 60mila euro Piovono condanne dall'opposizione

MONTALTO DI CASTRO – La Corte dei Conti ha bocciato la consulenza di Maurizio Costanzo al Comune di Montalto di Castro, condannando l’allora giunta comunale (Carai, Ansidoni, Petronio, Renzi e Rossi) a risarcire i cittadini di Montalto e Pescia, mediante il versamento nelle casse comunali di ben 60mila euro, la metà della cifra corrisposta nel 2004 al noto presentatore televisivo. Nel 2004 la giunta comunale in carica, decise infatti di affidare a Maurizio Costanzo la consulenza per “una generica collaborazione, finalizzata alla realizzazione di iniziative promozionali e di valorizzazione delle risorse artistiche e culturali del territorio, da espletarsi attraverso suggerimenti sulle tipologie delle attività stesse, indicazioni su forme e modi di promozione, formulazione di criteri, nonché una consultazione orale ed elaborazioni scritte, su richiesta, oltre ad un incontro mensile”. L’ importo complessivo che il professionista doveva percepire era di oltre 123mila euro, in riferimento ad un periodo di tre anni, che sarebbe stato pagato in più fasi. Dopo qualche tempo ci fu un’interrogazione parlamentare che giunse al procuratore regionale della Corte dei Conti. L’indagine sul caso ha poi portato alla condanna dell’allora giunta comunale a risarcire al Comune di Montalto di Castro, “la somma complessiva di euro 60.000,00 da dividersi in parti uguali fra tutti i convenuti”, oltre agli interessi legali e alle spese del processo. La Corte dei Conti ha ritenuto “incomprensibile, per un Comune di soli 7.000 abitanti, deliberare una spesa di oltre €.123.000 per una consulenza , anche se fornita da un professionista noto, avente contenuto generico e indeterminato”. Una delibera che, ha rilevato il collegio della magistratura contabile laziale, “stride con la previsione normativa”. Si sarebbe trattato inoltre di una autentica mortificazione per il personale in organico”, che in quest’occasione è stato privato della possibilità di far valere la propria professionalità in un settore cui era stato funzionalmente preposto. La difesa ha provato a contestare l’illiceità del conferimento, assumendo che, solo grazie all’intervento di Costanzo, si è avuta, per talune iniziative, una vasta eco sui mass-media, ma la Corte ha accertato che “al di là che un tale assunto è, quanto alla pretesa insussistenza del danno, inidoneo a dimostrare che tali iniziative – qualora autonomamente intraprese dal Comune – non avrebbero avuto la stessa vasta eco, vi è da dire che i “positivi” risultati, segnalati dalla difesa, dimostrano invece che l’apporto del dottor Costanzo, quanto alle presenze turistiche, sarebbe stato addirittura deleterio”. “Manca, peraltro – dice la Corte dei Conti – ogni prova o documento che indichi la fattiva e incisiva collaborazione prestata: non un monitoraggio, non un elaborato di suggerimenti (il quale, per contratto e senza alcuna apparente ragione, doveva essere “breve”), non un verbale o relazione sintetica e conclusiva di incontri mensili (che, anche questi per contratto, non potevano essere superiori a cinque per anno). L’oggetto della consulenza appare, pertanto, quanto mai generico e aleatorio, privo, in radice, di qualsiasi concretezza di prestazione che ne giustifichi l’avvalimento”. Tuttavia, ha ammesso il collegio contabile, “vi è stata una partecipazione di Maurizio Costanzo a diverse iniziative poste in essere dall’amministrazione comunale e, quindi, per lo stesso, non può negarsi che la presenza su quel territorio, di un nome e un volto noto, abbia dispiegato favorevoli effetti sul turismo locale”. Gli ex amministratori in questione (tutti ancora in carica tranne uno) ovviamente contestano le deduzioni dell’organo di controllo, ed  hanno  già dato mandato ai loro legali di produrre appello alla sentenza. Intanto l’opposizione si prepara all’attacco, e annuncia che nei prossimi giorni tappezzerà la città di manifesti. “Questa amministrazione arrogante e pretestuosa produce danni per il paese, sprecando denaro pubblico e trascurando le necessità dei cittadini”. “Con interrogazioni in Consiglio Comunale e in Parlamento avevamo contestato i soldi dati a Costanzo – tuonano dall’opposizione Marco Fedele e Sergio Caci – Avevamo ragione noi”. Anche il consigliere comunale di Montalto di Castro del Popolo della Libertà Fabiola Talenti, commenta la notizia. “Finalmente trovano riscontro le nostre pluriennali denunce – dice la Talenti – la Corte dei Conti sembra abbia condannato gli amministratori comunali a risarcire un danno di 60mila euro provocato con la deliberazione di una consulenza esterna. A quei tempi avevamo evidenziato come si trattasse di una spesa inutile e non opportuna. Questa è l’ennesima dimostrazione che avevamo ragione e che le nostre denunce erano fondate. Altro che “visionari”, come ci ha definito recentemente il Sindaco Carai. La notizia della condanna non ci meraviglia. Da troppo tempo l’opposizione di centrodestra denuncia lo sperpero di denaro pubblico attuato da questa amministrazione comunale. Montalto di Castro ha un faraonico bilancio comunale, con disponibilità esorbitanti di oltre 50 milioni di euro, eccezionale in rapporto ad appena 7500 abitanti residenti. Purtroppo, è sotto gli occhi di tutti come questa enorme disponibilità sia inutilmente sperperata, tanto è vero che il Comune ha preso impegni di spesa pluriennali che peseranno sulle famiglie montaltesi per parecchi anni. Il Comune prende i soldi dalle tasche dei cittadini, con tasse esorbitanti (acqua, Irpef, immondizia) per coprire le spese fatte. In cambio i cittadini non hanno i servizi che meritano, ma sono gravati da esborsi inaccettabili. Che triste fine hanno fatto fare ai tanti milioni di euro elargiti dall’Enel! Pensare che l’Enel questi soldi li aveva dati per favorire lo sviluppo della città e del suo territorio e invece i cittadini non godono i benefici, anzi sono costretti a respirare i fumi della centrale. L’amministrazione comunale dovrebbe gestire il denaro con maggiore oculatezza, invece di sperperare a piene mani. È il rispetto dovuto ai cittadini che in questi momenti di crisi si guadagnano lo stipendio onestamente. Ci auguriamo che la Corte dei Conti esamini con attenzione i bilanci comunali di questi ultimi anni, come abbiamo richiesto, e certamente avrà numerosi richiami da fare. Se lo aspettano tutti i cittadini”

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