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Terremotata, il Comune non ci fa caso

Alessia Lanzalonga e la sua famiglia ancora in attesa che il Sindaco li riceva: mercoledì le beghe politiche hanno preso il sopravvento sulla solidarietà. «Chiedo soltanto una casa, è impossibile continuare a vivere in sette dai miei genitori». La donna scampata alla tragedia da giorni attende un segnale dai Servizi sociali 

Alessia Lanzalonga e la sua famiglia ancora in attesa che il Sindaco li riceva: mercoledì le beghe politiche hanno preso il sopravvento sulla solidarietà. «Chiedo soltanto una casa, è impossibile continuare a vivere in sette dai miei genitori». La donna scampata alla tragedia da giorni attende un segnale dai Servizi sociali 

CIVITAVECCHIA – L’altra faccia del terremoto, quella che non mostra i tratti della solidarietà ma i segni dell’inspiegabile indifferenza subita, nonostante le promesse e le passerelle. La Provincia ha dato ampio spazio alla tragedia dell’Abruzzo, soffermandosi in particolar modo su quanto accaduto ad Alessia Lanzalonga, civitavecchiese che a Pizzoli ha perso tutto tra le macerie del sisma, costretta a fuggire e a tornare di notte nella sua città, insieme al marito e ai suoi tre bambini. Una storia come tante, che avrebbe dovuto far riflettere soprattutto chi, dal pulpito delle istituzioni, ha rivolto l’attenzione a ciò che accadeva ad oltre duecento chilometri di distanza, trascurando però quelle situazioni dalla scarsa rilevanza mediatica, magari vissute a due passi da palazzo del Pincio. Alessia Lanzalonga mercoledì mattina ha atteso il sindaco Moscherini all’uscita dell’aula Pucci, seguendo il protocollo non scritto che ad ogni consiglio comunale autorizza la gente a trasformare il corridoio del Comune in una succursale dei Servizi sociali. Lo ha fatto perché qualcuno dell’amministrazione comunale le ha spiegato che a Civitavecchia così funziona, anche se questa volta le beghe politiche e i progetti faraonici hanno indotto Moscherini e l’assessore ai Servizi sociali Fulvia Fanciulli a trascurare una situazione di vera emergenza. D’altronde se non si suturano le ferite di una maggioranza che rischia di andare a rotoli è difficile garantirsi il domani, figuriamoci la continuità di un servizio di assistenza già messo male. Sarà stato per questo motivo che gli amministratori mercoledì hanno evitato di notare la presenza di Alessia Lanzalonga, che per alcune ore ha continuato a fare su e giù spingendo il passeggino con il suo bambino, senza che nessuno si degnasse di riceverla. «Vorrei solo chiedere una casa – ha spiegato la donna – anche piccola, perché in quella dei genitori in sette proprio non ci stiamo». Una richiesta legittima, ignorata anche dal nuovo assessore Chiara Guidoni, che forse lunedì riuscirà ad arrivare sul tavolo dell’assessore Fanciulli impegnata nell’organizzazione di ‘‘Civitavecchiadanza’’ e su quello del Sindaco che ancora una volta si è distinto per un primato che di certo non fa salire Civitavecchia agli onori degli altari.

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