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Tracima il fosso: tanti i disagi in porto

SANTA MARINELLA. Il presidente della ‘‘Porto Romano’’ attacca tutti coloro che in passato hanno contrastato il progetto di ampliamento, impedendo la messa in sicurezza L’avvocato Antonio D’Amelio: «L’esondazione ha provocato la impraticabilità delle aree prospicenti la foce, nonché i piazzali e lo specchio acqueo del porto. Per fortuna non è stata inondata l’Aurelia e non si è verificata una tragedia»

SANTA MARINELLA. Il presidente della ‘‘Porto Romano’’ attacca tutti coloro che in passato hanno contrastato il progetto di ampliamento, impedendo la messa in sicurezza L’avvocato Antonio D’Amelio: «L’esondazione ha provocato la impraticabilità delle aree prospicenti la foce, nonché i piazzali e lo specchio acqueo del porto. Per fortuna non è stata inondata l’Aurelia e non si è verificata una tragedia»

SANTA MARINELLA – Dopo essere stato prosciolto dall’accusa di non aver messo in sicurezza il fosse che lambisce il porticciolo turistico, il presidente della Porto Romano l’avvocato Antonio D’Amelio, attacca tutti coloro che in passato lo hanno contrastato nel progetto di ampliare la struttura marina e accusa i suoi denigratori di aver bloccato le opere di messa in sicurezza del corso d’acqua avendo fatto sottoporre la zona a sequestro. «La forte perturbazione di alcuni giorni fa che ha colpito il litorale di Santa Marinella – commenta D’Amelio – ha provocato l’esondazione delle acque del Fosso di Santa Maria Morgana che, con fango, detriti, tronchi d’albero e canne, ha determinato l’inquinamento e la non praticabilità delle aree prospicienti la foce del fosso stesso nonché i piazzali e lo specchio acqueo del porto. Domenica scorsa, i velisti del Circolo Associazione Pescatori Sportivi, hanno dovuto desistere dall’uscire in mare a causa del fango che ha ricoperto i piazzali. Il cantiere nautico, è stato invaso da una moltitudine di detriti, con il fermo dell’attività dell’azienda provocando ingenti danni economici. Il personale della Porto Romano alle dipendenze del nostromo del porto Lombardi, è stato impegnato giorno e notte a rimuovere, per la sicurezza dei frequentatori, fango dai piazzali ed una enorme quantità di detriti, ed a portare in salvo le barche in sosta sui piazzali. La fortuna è stata che non c’era il mare con onde formate da sud – continua l’avvocato – altrimenti tutta la zona dell’Aurelia adiacente al fosso sarebbe stata inondata come accadde nel 1981, dove persero la vita tanti cittadini. Tutto ciò, è stato provocato dal fatto che, la foce del fosso, non è stata messa in sicurezza, in quanto l’area era sottoposta a sequestro per prevenire un ipotetico abuso edilizio». (Gi.Ba.)

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