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Truffavano anziani fingendosi assicuratori

Identificati i criminali dopo mesi di indagini avviate dal Commissariato di Tarquinia in collaborazione con la Questura di Firenze Denunciati C.G. di 30 anni e Z.G. di 43 anni, entrambi di origine napoletana. Chiesta alla Procura la misura restrittiva

Identificati i criminali dopo mesi di indagini avviate dal Commissariato di Tarquinia in collaborazione con la Questura di Firenze Denunciati C.G. di 30 anni e Z.G. di 43 anni, entrambi di origine napoletana. Chiesta alla Procura la misura restrittiva

TARQUINIA – Avevano per mesi perpetrato truffe ai danni di anziani di Tarquinia e dei paesi limitrofi. Oggi grazie alle indagini del Commissariato di Tarquinia in collaborazione con la Questura di Firenze, i criminali sono stati identificati e per loro è stata inoltrata la richiesta alla Procura della Repubblica per la misura cautelare restrittiva. Da tempo gli uomini del Commissariato, diretti dal vicequestore aggiunto Riccardo Bartoli, avevano individuato un gruppo di probabili sospettati e attivato un vasto servizio di osservazione, pedinamenti e studio delle condotte di vita. L’indagine aveva via via ristretto il cerchio a due persone, C.G. di 30 anni e Z.G. di 43 anni, entrambi di origine napoletana. Stamani i due sono stati ampiamente riconosciuti dagli anziani cittadini che erano rimasti vittime dei raggiri e che erano stati opportunamente convocati in commissariato. Tutti hanno riconosciuto con certezza i volti dei malviventi, ed hanno anche vissuto attimi di concitata rievocazione dei fatti. La truffa veniva perpetrata sempre secondo lo stesso ‘’modus operandi’’: i due leggevano i nomi e i cognomi sui campanelli delle abitazioni delle vittime e poi si presentavano agli anziani fingendo di essere assicuratori che dovevano riscuotere polizze assicurative dei figli o dei nipoti degli stessi. Quando si trovavano dinanzi a casi a loro confacenti, non esitavano, fingendo di contattare telefonicamente l’interessato, di richiedere il pagamento all’anziano che in molti casi cadeva nel tranello e consegnava il contante. Le cifre in questione si aggiravano intorno ai mille euro a volta.

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