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Turisti appiedati attendono i taxi inutilmente

TAXICIVITAVECCHIA – Turisti italiani e stranieri, croceristi, pendolari e studenti che imprecano ogni giorno davanti alla stazione cercando disperatamente un taxi per raggiungere in fretta la loro meta. Questa è la situazione di Civitavecchia e del suo porto, che nonostante la mole di passeggeri che smaltisce ogni anno ancora non è in grado di offrire servizi che in altre città di pari importanza, sono pressoché scontati. Un problema su tutti è quello dei taxi, impossibili da reperire dopo le ore 20,30. È successo ad esempio sabato scorso, con gruppetti di turisti (tra loro anche tanti italiani) che domandavano ad ogni passante come mai non ci fossero auto del servizio pubblico ad attendere i clienti che scendono dai treni. Prima qualche sorriso di imbarazzo e di sconcerto, poi sui volti dei turisti sono comparsi i primi segni di insofferenza e di rabbia, con molti di loro in ansia per il rischio di perdere la nave in partenza alle ore 22 (e molto probabilmente è salpata senza di loro). Del tutto assenti anche Ncc, “tassisti abusivi” e autobus. «Una cosa del genere non si è mai vista – ha raccontato il signor Sergio milanese diretto ad Olbia dove possiede una casa – è la prima volta che decido di non prendere la macchina. Sul treno è filato tutto liscio e ho pensato di prendere un taxi che mi avrebbe portato fin sotto il molo. Dovevamo salire a bordo della nave un’ora prima della partenza: ora come facciamo?». Alle imprecazioni e allo sconcerto seguono i tentativi disperati di trovare ad ogni costo un passaggio fin sulla banchina. C’è chi fa l’autostop e chi si spinge oltre, fino al punto di chiedere al passante o all’automobilista in sosta la sua disponibilità a trasformarsi in autista dietro compenso. Ed ecco allora frasi del tipo «Se ti do 20 euro mi accompagni al porto Riva di Traiano» oppure «siamo in 3, per 5 euro a persona mi accompagni al porto che perdo la nave». Ma c’è di più. Dopo le 20,30 al piazzale della stazione non c’è neanche nessun responsabile (centralinista, tassista o quant’altro) pronto a ricevere eventuali telefonate che giungono presso l’apparecchio affisso sul muro esterno d’ingresso alla stazione ferroviaria. Telefono che squilla in continuo con i turisti che si rendono protagonisti di “tristi” gag: non trovando taxi a disposizione, prendono il proprio cellulare e telefonano al numero che trovano esposto. Naturalmente l’apparecchio alle loro spalle squilla e furiosi terminano la conversazione continuando a cercare aiuto. Ma la realtà è ancora più grottesca, perché c’è l’eventualità che i turisti stessi si trasformino in centralinisti. Il telefono dei taxi affisso al muro squilla e i vacanzieri si precipitano a rispondere. Insomma una situazione paradossale.

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