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Tutti soddisfatti, ma fuori da Palazzo Gentili

PROVINCIALI. A Tarquinia, dopo i numeri, spazio ai commenti dei partiti e dei candidati La città penalizzata dalle divisioni interne ai due schieramenti

PROVINCIALI. A Tarquinia, dopo i numeri, spazio ai commenti dei partiti e dei candidati La città penalizzata dalle divisioni interne ai due schieramenti

TARQUINIA – Tarquinia fuori dai palazzi. Nonostante le buone performance dei candidati, nessuno è riuscito ad ottenere una poltrona da consigliere. Per quanto riguarda la Provincia di Viterbo, a Tarquinia ha trionfato il centrodestra del neo presidente Marcello Meroi con il 54,03% delle preferenze. Il Pd si conferma tuttavia il primo partito della città che con la candidatura di Armando Palmini ha ottenuto il 29,63%. Un testa a testa con il Pdl che si è attestato con Sergio Benedetti al 28,14% (2.341 voti). L´Udc gongola, diventando il terzo partito cittadino (13,6%) con il giovane Alfio Meraviglia. Quarta forza è il Popolo etrusco nel Pdl, rappresentato da Renzo Rosati che ha ottenuto l´8,69% delle preferenze. Conti alla mano, nessuno riesce però a conquistare la poltrona a Palazzo Gentili. Armando Palmini (nella foto in alto), pur essendo il più votato, resta fuori per uno scarto di solo lo 0,6%. Un duro prezzo da pagare, a causa della spaccatura con la ex Margherita che ha sostenuto Fabiola Caci che, con 291 preferenze, è stata determinante per la non elezione di Palmini, il quale, comunque, si dice soddisfatto: «Dalle urne è uscito un dato positivo, che offre una risposta a quanti ritenevano la mia candidatura solo di servizio. Abbiamo lavorato bene per raggiungere un unico obiettivo, sono infatti il primo candidato eletto a Tarquinia». Giudizi positivi anche da parte del sindaco Mauro Mazzola che ribadisce: «Siamo il primo partito a Tarquinia. Abbiamo aumentato il dato rispetto alle precedenti consultazioni, ciò significa che stiamo lavorando bene. Certamente alcune formazioni dell’ultima ora, coma la Rete dei cittadini, ci hanno tolto voti e disturbato, senza peraltro ottenere risultati». Gli assessori del centrosinistra Celli e Ranucci rimarcano il fattoin testa. «Certamente c’è il dispiacere per la perdita della Regione – dice Anselmo Ranucci – ma possiamo dire che l’elettorato tarquiniese ha risposto con dati incoraggianti». Stessa sorte per il centrodestra. Sergio Benedetti (Pdl) potrebbe essere ripescato in provincia solo nel remoto caso in cui venissero nominati 4 assessori del Pdl, riuscendo solo così ad entrare come consigliere. Galeotta, anche qui, la scissione dell’ultima ora che ha visto la candidatura di Renzo Rosati. La somma dei voti ottenuti dai due rappresentanti del centrodestra avrebbe infatti garantito al candidato prescelto l’ingresso in Provincia. Entrambi gli esponenti del Pdl si dicono comunque soddisfatti ed auspicano per il futuro una nuova unità d’intenti. «Il risultato ottenuto dal centrodestra – dice Benedetti – è la dimostrazione di un radicamento forte nel tessuto sociale della città, e ciò pur stando all’opposizione. Questo è l’inizio di un nuovo progetto serio di rinascita e di riconsiderazione della città. Lavoreremo per la città, perchè siamo umili servitori dell’esigenza del territorio». Renzo Rosati incalza sul dato che decreta il Popolo etrusco come quarta forza politica della città e sul concetto di rappresentare una costola importante in seno al Pdl. «Con l’8,69% – dice Rosati – abbiamo registrato un ottimo risultato che conferma che siamo una forte componente all’interno del Pdl, determinante per la vittoria del centrodestra. Ci attestiamo come la quarta forza politica emersa da questa competizione elettorale. Noi, che ci siamo sempre considerati nel Pdl, siamo pronti ad allargare le nostra vedute verso il dialogo e un’unità d’intenti». Il coordinatore del Pdl, Marco Fiaccadori si dice molto soddisfatto del risultato del Popolo della Libertà che ha incrementato del 10% il proprio consenso: «Con il centrosinistra alla guida del Comune e dell’Agraria il nostro successo acquista maggiore rilevanza. Pur stando all’opposizione abbiamo ottenuto un ottimo risultato. Adesso è il momento di guardare al futuro». Nell’Udc, che per la prima volta con Alfio Meraviglia supera la soglia dei mille voti, si respira aria di vittoria nonostante l’amarezza per il mancato ingresso del giovane tarquiniese alla sua prima competizione elettorale. «È stato un risultato entusiasmante – dice Meraviglia – soprattutto se si considera che è stata la mia prima competizione elettorale. Guarado al futuro positivamente. Abbiamo formato un gruppo importante composto da giovani. Ringrazio i cittadini che con il loro voto hanno dimostrato che c’era bisogno di freschezza. Ci auguriamo di rendere orgogliosi e fieri tutti coloro che hanno deciso di riporre la fiducia nelle nostre mani. Da candidato più giovane esprimo un rinnovato ottimismo verso il gruppo». Soddisfatto anche il coordinatore Renato Bacciardi: «Alle regionali l’Udc si è attestato al 15%, alle provinciali al 13,30%: siamo l’unico partito che ha vinto veramente, grazie anche al valore aggiunto dei due candidati, Meraviglia per la Provincia ed Piroli per la Regione». Proprio Enrico Piroli, per quanto riguarda le regionali non è riuscito a cogliere la chance di entrare alla Pisana. Ma non si scoraggia. «A Tarquinia è nato un partito compatto – dice Piroli – Andiamo tutti nella stessa direzione. Il risultato elettorale ci consente di guardare al futuro con altre prospettive. Siamo un partito intenzionato a fare molto, per il bene della città. Il nostro valore aggiunto è la compattezza della coppia (Piroli-Meraviglia ndr.) che lavorerà con l’intenzione di fare dell’Udc un partito sempre più forte. Per noi questo è un risultato mai ottenuto prima. Siamo orgogliosi e fieri e ringraziamo per questo tutti i cittadini».

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