Pubblicato il

Ufficio dogane, mancano 27 unità

Allarme personale per la struttura cittadina. La Uilpa sottolinea la necessità di un interpello a livello nazionale. Il direttore interregionale De Robertis: «Nonostante le difficoltà cercheremo di intervenire»

Allarme personale per la struttura cittadina. La Uilpa sottolinea la necessità di un interpello a livello nazionale. Il direttore interregionale De Robertis: «Nonostante le difficoltà cercheremo di intervenire»

CIVITAVECCHIA – Un ufficio al collasso quello delle Dogane di Civitavecchia, con diversi problemi all’ordine del giorno che minano l’operatività dell’ufficio stesso. Problemi logistici e strutturali, ma anche difficoltà relative alla carenza di organico che si scontrano con un porto che, negli ultimi anni, è cresciuto in termini di numeri e movimentazioni in modo esponenziale. A questo aumento di traffici e di attività non ha corrisposto un adeguamento dell’ufficio, a detta della Uilpa Dogane Lazio che, proprio qualche giorni fa, ha svolto un’assemblea sindacale sul tema. Si parla di un organico che ha subito, in due anni, un taglio di 17 unità considerando i pensionamenti del 2009 e quelli del 2010: su 80 unità in pianta organica oggi sono presenti 53 lavoratori. «L’assegnazione in tempi brevi di almeno 5 unità – hanno spiegato dal sindacato – rappresenta una condizione primaria minima per poter superare alcune criticità nei servizi fondamentali, come il servizio scanner e lo sdoganamento delle merci. In particolar modo, è essenziale aumentare il numero dei funzionari preposti ai controlli. Gli attuali, dovendo far fronte ad una considerevole mole di lavoro, vista la complessità dei controlli e la necessità di mantenere il servizio entro termini temporali che garantiscano comunque uno standard qualitativo corrispondente alle aspettative del commercio, sono sottoposti ad un continuo stato di urgenza, che non può essere protratto ancora per molto».

E poi la questione strutturale legata alla mancanza di una sede unica che di fatto determina la dislocazione del personale su tre sedi diverse, e l’assenza dei collegamenti telematici presso i varchi passeggeri, in particolare presso la postazione scanner, e a disposizione anche degli addetti alle visite fisiche delle merci. Anche se, poi, questo problema è secondario, anzi, per molti aspetti, la dislocazione può rappresentare un vantaggio in termini di vicinanza alle strutture da controllare. La situazione comunque è stata portata all’attenzione dei vertici dell’agenzia, sottolineando la necessità di un interpello a livello nazionale. «Il porto di Civitavecchia – ha aggiunto il segretario regionale Virgilio Tisba – costituisce una delle realtà più importanti dello scenario nazionale; la decisione di eleggerlo home-port da parte dei tre più grandi armatori di navi croceristiche (Msc, Costa e Royal Caribbean) ne ha fatto il primo porto in Europa come traffico crocieristico. E’ sede di numerose attività commerciali, tra le quali le importazioni di frutta fresca dal Sud America, di autovetture dagli Stati Uniti e dalla Turchia, di olio di oliva dalla Tunisia. Qui vengono inoltre sdoganati migliaia di container provenienti dai Paesi del Medio Oriente; proprio in questo settore, si sta profilando un trend positivo con un continuo aumento del traffico, che è passato dai 7.000/8.000 container del 2008 a cifre vicine ai 50.000 nel 2010. Da sottolineare in proposito l’imminente istituzione di ulteriori due depositi doganali privati, gestiti da grandi società, che comporteranno un’ulteriore crescita del traffico relativo ai container».

Sulla questione è intervenuto anche il direttore interregionale dell’Agenzia delle Dogane, l’ingegner Roberta De Robertis, che ha confermato come l’attenzione su Civitavecchia sia alta da tempo. «Già negli ultimi due anni – ha infatti spiegato – l’impegno è stato ingente, dirottando nello scalo locale oltre venti unità. Il problema per noi, ma ovviamente va letto come un fatto positivo, è che il porto di Civitavecchia sta registrando uno sviluppo esponenziale. Proprio l’altro giorno, nel corso di un colloquio, il presidente Fabio Ciani ha confermato quell’incremento di movimentazione di container da 8 mila ai 50 mila previsti nel 2010, con ulteriore crescita per il prossimo anno, a sfiorare i 100 mila. Senza avere a disposizione, in anticipo, un programma di crescita effettiva non è semplice tamponare la situazione a giochi fatti. Se a questo si aggiungono i pensionamenti, previsti anche per la fine dell’anno, la situazione si fa difficile».

Il direttore De Robertis ha comunque assicurato la piena disponibilità a cercare di trovare una soluzione. «Vedremo, all’interno delle forze che abbiamo a disposizione, se intanto qualcuno potrà essere trasferito a Civitavecchia – ha spiegato – il problema si presenterà a fine anno con i nuovi pensionamenti: ci muoveremo da ora per non farci trovare impreparati».

ULTIME NEWS