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Ultimo giorno per decidere le sorti dell'Università

CIVITAVECCHIA – L’Università La Sapienza potrebbe ritirare i propri corsi attivati in città. L’allarme lo lancia la professoressa Maria Chiara Turci, responsabile del corso di laurea di Economia, auspicando una ferrea volontà da parte dell’attuale consorzio e soprattutto del Comune per far rimanere in città l’Università. “Secondo la delibera di circa due mesi fa del Senato accademico – ha infatti spiegato – se entro il 10 maggio, ossia domani, l’attuale consorzio non passa ad una modalità diversa, ossia ad una società consortile, La Sapienza ritira le facoltà che ha già attivato sul territorio. Economia a Civitavecchia è presente da ben 9 anni, con 100 laureati, e altrettanti Ingegneria: sarebbe un danno per i nostri ragazzi e per tutta la città. Si tratta di un potenziale che non va assolutamente disperso”. Nel corso della penultima seduta, poi, il Senato Accademico ha dato piena facoltà al rettore di decidere sul futuro di Civitavecchia, così come su quello di Pomezia, che si trova in una situazione simile ma che, dalla sua, ha la creazione già di una sorta di campus universitario stabile, al contrario di Civitavecchia. “Siamo in attesa che i soci approvino le nuove modifiche statutarie – ha spiegato il vice presidente Vincenzo Cacciaglia – abbiamo chiesto il parere al notaio e possiamo procede alla fusione del vecchio consorzio con la nuova società consortile. Attendiamo poi la convocazione, a giorni, del consiglio di amministrazione e dell’assemblea dei soci per la votazione, con la proposta da presentare poi a La Sapienza”. Università a cui, almeno informalmente, sarebbe stata chiesta una proroga rispetto al termine ultimo del 10 maggio. “A quel punto dobbiamo lavorare – ha aggiunto Cacciaglia – per l’ingresso anche di nuovi soci: il nuovo assetto, infatti, comporterà di sicuro spese maggiori da affrontare”. Pur non conoscendo la delibera del Senato Accademico, è stato poi il sindaco Moscherini a garantire che “Civitavecchia – ha spiegato – tiene alla sua università e non vuole perderla. Avevamo già avuto degli incontri con La Sapienza e con La Tuscia, università con le quali abbiamo dei progetti da portare avanti: e la nostra volontà è quella di proseguire su questa strada”.

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