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Un sistema con tante anomalie da correggere

Nostra inchiesta dopo l’intervento del Sindaco sugli appalti delle aziende partecipate dall’Authority. Ciani ha scritto a Port Mobility, Port Utilities e Seport avocando le gare a Molo Vespucci. In alcuni casi si procedeva con affidamenti diretti ai soci. Perché Moscherini insorge contro una misura di trasparenza? 

Nostra inchiesta dopo l’intervento del Sindaco sugli appalti delle aziende partecipate dall’Authority. Ciani ha scritto a Port Mobility, Port Utilities e Seport avocando le gare a Molo Vespucci. In alcuni casi si procedeva con affidamenti diretti ai soci. Perché Moscherini insorge contro una misura di trasparenza? 

AUTORITACIVITAVECCHIA – Perché il Sindaco si interessa tanto agli appalti delle società di servizi di interesse generale partecipate dall’Autorità Portuale, ossia Port Mobility, Port Utilities e S.E.Port.? E’ questa la domanda che è sorta spontanea dopo la conferenza stampa di Moscherini dell’altro giorno e che il presidente dell’Authority Fabio Ciani ha ‘‘rigirato’’ al primo cittadino, il quale in conferenza stampa, sventolandola dinanzi al capogruppo della sua Lista, Fabrizio Reginella (che peraltro dal 2007 è un dipendente di Port Utilities, una delle tre aziende in questione), aveva fatto riferimento ad una lettera inviata da Ciani alle tre società partecipate da Molo Vespucci. In sostanza, in quella missiva il presidente dell’Authority ricorda come le società di servizi di interesse generale siano tenute a garantire il ciclo completo dei servizi di rispettiva competenza, con mezzi e personale propri. Nel caso in cui si ricorra, ove consentito, ad imprese esterne, «l’affidamento – sottolinea Ciani nella lettera – deve essere preceduto necessariamente da procedure ad evidenza pubblica, nel pieno rispetto delle norme di settore».
Poi, c’è il passaggio che ha suscitato la reazione del Sindaco: dal primo gennaio del 2010 le società dovranno dare preventiva comunicazione all’Authority, che svolgerà le procedure di gara “allo scopo di garantire l’uniformità dei procedimenti”. Una regola di trasparenza, uguale per tutti, come l’ha definita Ciani nella sua replica a Moscherini, che invece ha impropriamente utilizzato il paragone con un qualsiasi socio di minoranza di una qualsiasi azienda privata. In questo caso, il contesto è profondamente diverso: prima di tutto perché si tratta di soldi pubblici, affidati a società a maggioranza privata che però svolgono in regime di monopolio servizi di interesse pubblico nell’ambito dei porti. In questo senso, l’Authority è un socio di minoranza, ma con l’obbligo di vigilare e garantire il rispetto delle norme. Inoltre, per come erano organizzate le società, che Moscherini ha definito “dei capolavori creati per riorganizzare i servizi generali, prima dell’avvento di Ciani”, pare che finora in alcuni casi fossero di fatto elusi proprio alcuni criteri di trasparenza ed economicità, procedendo, ad esempio, con affidamenti diretti di servizi anche piuttosto costosi a dei soci delle aziende, bypassando così gare e procedure negoziate e finendo per configurare delle fattispecie in cui – con soldi provenienti comunque dall’Autorità Portuale che pagava per i servizi alla società partecipata – si concretizzavano degli affidamenti in subappalto a soggetti terzi, scelti magari per il solo fatto di essere soci, con quote anche minime dell’azienda. Un sistema evidentemente da rivedere, anche alla luce delle norme più stringenti sui cosiddetti servizi inhouse delle pubbliche amministrazioni che oggi, ad esempio, imporrebbero all’ente pubblico una gara anche per la sola costituzione di una società esterna partecipata. Di fronte a questa situazione, in cui l’Authority sta cercando di correggere quelle che appaiono come delle storture rispetto ad una situazione auspicabile di trasparenza e rispetto delle regole, non ci si può non chiedere una volta di più cosa abbia ispirato le considerazioni e le critiche del sindaco, spingendolo ad entrare in un merito che non è neppure di propria competenza.

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