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Una class action sull’acqua all’arsenico

TARQUINIA. Il Codacons ha avviato un mega ricorso collettivo per tutti i residenti nei comuni dove viene erogata acqua potabile con valori superiori ai limiti di legge La procedura è gratuita per tutti gli iscritti all’associazione in difesa del consumatore. Fissata per lunedì alle 17, in via Vitelleschi, una riunione per spiegare le modalità. Sarà presente l’avvocato Marina Massi

TARQUINIA. Il Codacons ha avviato un mega ricorso collettivo per tutti i residenti nei comuni dove viene erogata acqua potabile con valori superiori ai limiti di legge La procedura è gratuita per tutti gli iscritti all’associazione in difesa del consumatore. Fissata per lunedì alle 17, in via Vitelleschi, una riunione per spiegare le modalità. Sarà presente l’avvocato Marina Massi

TARQUINIA – Una class action sull’acqua all’arsenico. Parte anche a Tarquinia il mega ricorso collettivo per tutti i residenti nei comuni dove viene erogata acqua potabile con una percentuale di arsenico superiore ai limiti di legge. Il ricorso è gratuito per tutti gli iscritti all’associazione che difende i consumatori, il Codacons. Per spiegare le modalità della presentazione del ricorso, è organizzata una riunione fissata per lunedì pomeriggio alle 17, in via Vitelleschi, presso la sede dell’associazione ambientalista Fare Verde alla quale parteciperà la responsabile locale del Codacons avvocato Marina Massi. «I cittadini possono finalmente ottenere il risarcimento dei danni subiti – dichiara il Codacons – ma é necessario agire subito. In oltre 128 comuni italiani, l’acqua che è uscita per anni dai rubinetti contiene arsenico, sino a 50 microgrammi per litro, nonostante la legge preveda il limite di 10 microgrammi. Il rischio per i cittadini di gravi danni alla salute è altissimo: l’organizzazione mondiale della sanità e il comitato scientifico europeo, parlano addirittura di rischio di alcune forme di cancro». I comuni toccati dal problema arsenico sono 8 in Lombardia, 10 in Trentino-Alto Adige, 91 nel Lazio, tra i quali la quasi totalità della provincia di Viterbo, 16 in Toscana e 3 nell’Umbria. «Finalmente – prosegue il Codacons – il 28 ottobre scorso é arrivato il tanto atteso no della commissione europea all’ennesima richiesta, presentata dall’Italia per i suddetti comuni, di deroga ai limiti previsti dalla legge per la concentrazione di arsenico nell’acqua destinata ad uso potabile. Per questo promuoviamo un’azione giudiziaria collettiva gratuita per tutti i nostri iscritti, tesa a ottenere il risarcimento dei danni». «Oggi infatti – prosegue l’associazione – quando finalmente il no deciso ad ulteriori deroghe e proroghe è venuto direttamente dalla commissione europea, il Codacons agisce insieme agli abitanti dei 128 comuni coinvolti per ottenere il risarcimento dei danni subiti per effetto dell’inadempimento, protrattosi nel tempo, dello stato e delle regioni». Il Codacons con questa azione collettiva chiede il risarcimento di 600 euro, calcolato in via equitativa, per ciascun aderente. È necessario iscriversi al Codacons ed essere intestatari di una bolletta dell’acqua per un contratto di utenza in corso.
Ale.Ro. 

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