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Una lettera-poesia per salutare Kevin

TARQUINIA. Tanti giovani e autorità oggi pomeriggio ai funerali del 17enne morto domenica nell’incidente con la moto Gli allievi della Cestistica hanno regalato ai famigliari un pallone da basket con tutte le loro firme

TARQUINIA. Tanti giovani e autorità oggi pomeriggio ai funerali del 17enne morto domenica nell’incidente con la moto Gli allievi della Cestistica hanno regalato ai famigliari un pallone da basket con tutte le loro firme

FUNERALITARQUINIA – «Il filo non si è spezzato. Continuate a parlare di me come avete sempre fatto perché io resto quello di sempre, quello che sono sempre stato». Con una lettera-poesia – «copiata da chi sa scrivere, perchè noi siamo bravi a copiare» -, i compagni di classe dell’Itis Leonardo da Vinci di Viterbo hanno dato l’ultimo saluto a Kevin Bicchierini, il 17enne morto domenica nel terribile incidente avvenuto mentre percorreva l’Aurelia a bordo della sua moto Yamaha 125, tornando a casa da un motoraduno che si era svolto a Tolfa. Tanta gente, giovani, autorità politiche e militari, oggi pomeriggio hanno affollato il Duomo di Tarquinia e la piazza antistante. Tutti uniti dal grande dolore per la perdita di una giovane vita. Al rito funebre, oltre ai compagni di classe, c’erano anche i dirigenti e i compagni di squadra del ‘‘Pegaso-Tarquinia’’ e anche quelli della Cestistica Under 19 di Civitavecchia che hanno regalato ai familiari un pallone da basket con tutte le loro firme. C’erano pure i colleghi di lavoro del papà Angelo, dipendente del Centro Chimico Santa Lucia di Civitavecchia, e quelli della mamma, i vigili urbani di Tarquinia. Lacrime, applausi, tanti fiori e tanto sgomento durante la cerimonia funebre officiata in compresenza da Don Andrea, professore di religione di Kevin, Don Salvatore, cappellano del centro militare dove lavora il papà e Don Giovanni parroco del Duomo. Dopo la cerimonia un lungo corteo ha accompagnato il carro funebre che ha attraversato piazza Cavour, via Umberto I, fino a piazzale Europa. Grande commozione anche per la lettera scritta dalla professoressa di informatica: «…Questa volta l’hai combinata proprio grossa, noi adesso come facciamo? Proprio adesso che ero fiera di te! A chi lo dico adesso “Kevin, cosa stavo dicendo?” con il tono falsamente severo di chi sa che alla tua età una distrazione è concessa. Il tuo sorriso unico avrà sempre un posto speciale nel mio cuore, lo stesso del tuo banco in fondo a sinistra, ormai vuoto».

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