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Unicef, una serata in musica per non dimenticare il dramma di Haiti

Domani sera l'Istituto delle Suore Salesiane "Santa Sofia" ospiterà uno spettacolo musicale organizzato dalla sezione locale dell'ente benefico

Domani sera l'Istituto delle Suore Salesiane "Santa Sofia" ospiterà uno spettacolo musicale organizzato dalla sezione locale dell'ente benefico

PinaCIVITAVECCHIA – La sezione civitavecchiese dell’Unicef si mette ancora una volta in moto per un aiuto concreto ai bambini vittime del terremoto di Haiti. Domani 26 febbraio, con inizio alle ore 21, l’Istituto delle Suore Salesiane “Santa Sofia”, di via Bramante, ospiterà infatti uno spettacolo musicale, organizzato dalla responsabile della sede locale dell’Unicef Pina Tarantino, in collaborazione con l’associazione “CGS Ventuno Salesiani”, con laura Cucchiari, con la maestra di canto Laura Gurrado, con la direttrice dell’Istituto Suor Maria e con “Solidarietàambiente”. Sul palco si esibiranno i bimbi del coro della maestra Gurrado, il cantante Federico D’Alessandris, la cantante Valentina Baldi, il soprano Anna Farina, il soprano Giovanna Zizza, il tenore Daniele Tarantino, tutti accompagnati dal maestro Emanuele Leomporri. La serata sarà presentata dalla nota giornalista locale Romina Mosconi. L’ingresso è gratuito. “Ringrazio di cuore tutti coloro che vorranno partecipare alla serata – dice la referente Unicef Pina Tarantino – per non dimenticare il dramma di Haiti. I nostri operatori ci dicono che sull’isola purtroppo la situazione è ancora drammatica, ben peggiore di quanto i mass media ci mostrano attraverso giornali e telegiornali. Il governo di Haiti ci ha comunicato una stima di circa 212mila morti. L’Unicef ha inviato e distribuito aiuti per 250mila bambini, ma purtroppo non basta. Occorrono ulteriori rifornimenti di acqua, cibo, medicinali, articoli per l’igiene e anche per l’istruzione di questi poveri bambini. Oltre 20 nostre squadre sono al lavoro sull’isola per garantire assistenza alla popolazione, grazie anche all’aiuto del ministero del Welfare, abbiamo inoltre allestito 33 spazi sicuri, che sono punti di prima accoglienza per assistenza medica, sostegno psico-sociale e fornitura di cibo”.

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