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Università Agraria: consiglio ad alta tensione

Tarquinia. Scontro a tinte forti tra maggioranza e opposizione. Approvati tutti i punti all’ordine del giorno I temi più dibattuti: la questione Ici, la condanna dell’ex presidente e il rilascio dei terreni da parte di Monte Romano

Tarquinia. Scontro a tinte forti tra maggioranza e opposizione. Approvati tutti i punti all’ordine del giorno I temi più dibattuti: la questione Ici, la condanna dell’ex presidente e il rilascio dei terreni da parte di Monte Romano

TARQUINIA – Un consiglio a tinte forti con uno scontro costante tra maggioranza e opposizione. Ma alla fine tutto secondo copione, con l’approvazione dei punti all’ordine del giorno. Il consiglio dell’Università Agraria archivia temi importanti, lasciando però in sospeso la questione dei terreni tolti all’egemonia di Monte Romano, che per tutta risposta ha chiesto una proroga di un anno per il rilascio di Ancarano e Poggio Tondo. In apertura di assise, subito le comunicazione del presidente Alessandro Antonelli, inerenti le recenti sentenze che hanno visto protagonista l’ente di via Garibaldi. Per prima la condanna da parte della Corte dei Conti nei confronti dell’ex presidente Sergio Mancinelli a rifondere i danni all’ente per 25mila euro. Una sentenza giunta ormai alla sua fase esecutiva. A seguire l’annosa questione Ici. Il presidente Antonelli ha confermato l’impegno, in accordo con il Comune di Tarquinia e il Sindaco Mazzola, affinché si giunga ad una soluzione che non comprometta l’ente di via Garibaldi, ma che al contrario, da un simile pronunciamento faccia sorgere un’opportunità per l’intera collettività dei cittadini di Tarquinia. Interessante la relazione volta a spiegare perché le sentenze sull’Ici sono due, con analisi critica compiuta da Antonelli in merito alla richiesta di revoca avvenuta nel 2004, aberrazione ed errore giuridico che ha portato l’Università Agraria addirittura a dover rifondere le spese di lite. Entrati nel vivo,il consiglio è proseguito con l’approvazione delle delibere attinenti il bilancio dell’ente. «Oltre le polemiche – spiega l’assessore Biagioni – rimangono i fatti, ovvero la certificazione di regolarità rilasciata dai competenti organi, che comprovano ancora una volta come il Bilancio sia in perfetto equilibrio, lontano dai fantasmi di dissesto finanziario che con troppa faciloneria qualcuno paventava. Anche la variazione eseguita con delibera della giunta esecutiva n. 125/09 entra in un ottica di risparmi dei costi della politica, reinvestendoli nei giovani e in eventi che li avvicinino mediante i loro interessi alla natura e all’ambiente, progettualità di cui Agriturock è splendido esempio». Approvata anche la costituzione di diritto di superficie a favore della Ren Electron, per la realizzazione in via sperimentale di un impianto per la produzione di energia da fonte fotovoltaica. Il progetto è prossimo al rilascio dei regolari permessi regionali e provinciali. Bocciata invece l’ennesima mozione contro l’autostrada, presentata dalla minoranza. Ultimo punto all’ordine del giorno, la presa d’atto dell’accorata richiesta di Monte Romano per una proroga sul rilascio dei terreni. «Un giro di pareri – spiega il presidente del consiglio Daniele Ricci – necessario, su un tema importante, affinché nessuno possa dire di non sapere e si evitino strumentalizzazioni politiche su di una vicenda che coinvolge due intere collettività». «Doveroso ricordare – spiega Ricci – che l’amministrazione del presidente Antonelli ha già dato corso agli atti consequenziali al pronunciamento della Corte di Cassazione, notificando la sentenza e il precetto in tempi celeri, e verso i quali nessuna opposizione è stata fatta dall’Agraria di Monte Romano. Già predisposti i bandi per l’aggiudicazione dei terreni ai cittadini di Tarquinia. Concordato un incontro con l’avvocato dell’ente, Maria Luisa Acciari per verificare cosa sia realmente possibile fare, dopo l’attesa vittoria». Nel complesso il consiglio è stato animato e ricco di confronti. «Dispiace – conclude Ricci – sicuramente qualche caduta di stile e parole pesanti che parte della minoranza ha utilizzato per motivare il suo dissenso. In democrazia si può non essere d’accordo ma ci sono limiti di rispetto reciproco che non possono essere superati mai».

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