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Vendeva i pezzi di una barca sequestrata: tarquiniese denunciato dalla Polizia

Il 36enne dovrà rispondere dell'accusa di ricettazione

Il 36enne dovrà rispondere dell'accusa di ricettazione

TARQUINIA – Un 36enne di Tarquinia è stato denunciato a piede libero dalla Polizia con l’accusa di ricettazione. Il ragazzo, secondo gli inquirenti, avrebbe tentato di vendere i pezzi di una barca sottoposta a sequestro e in custodia giudiziale presso un’azienda di vendita, riparazioni e rimessaggio del posto.
Nel novembre del 2008 la lussuosa imbarcazione a vela, priva di equipaggio, venne ritrovata sulle coste tarquiniesi dopo essersi disancorata dalla turistica costa dell’alta Sardegna. Dopo il recupero venne posizionata all’interno dell’oasi naturale delle Saline, in attesa del trasferimento presso il cantiere navale Nadir e l’affidamento in giudiziale custodia al titolare. La lussuosa imbarcazione fu però depredata da ignoti di gran parte degli accessori, tra i quali la ruota del timone, la stazione meteo, il quadro elettrico, la strumentazione elettronica, la bussola, la zattera di salvataggio, il forno, il piano cottura, ed un verricello salpa ancora elettrico, del valore di circa 1800,00 euro. Immediatamente gli agenti del Commissariato di Tarquinia hanno avviato una intensa attività di monitoraggio delle riviste e dei siti Internet di compravendita di barche e dei relativi pezzi, riuscendo nei giorni scorsi a rintracciare alcuni accessori simili a quelli sottratti un anno e mezzo prima. Gli oggetti erano tutti posti in vendita. Gli agenti hanno dunque avviato alcuni accertamenti circa il numero telefonico dell’inserzione riuscendo ad appurare le generalità del ‘’venditore’’ nominato nell’inserzione. Stamattina il 36enne, rintracciato telefonicamente dagli agenti fintisi compratori interessati, ha dato appuntamento per la compravendita. Alla richiesta circa la provenienza, il 36enne ha detto che il verricello era di sua proprietà ed era in precedenza montato su un gommone andato accidentalmente in fiamme. Ne ha così richiesto il prezzo di 350 euro. Quando poi gli agenti in borghese si sono qualificati, il tarquiniese capendo che non si trattava di una compravendita, ha immediatamente ammesso che gli accessori in questione erano di appartenenza della barca a vela in questione, della quale, peraltro, aveva assistito visivamente all’attività di recupero. Il materiale è stato posto sotto sequestro. Gli accertamenti urgenti sullo stato dei luoghi, posti in essere dal personale della polizia scientifica, hanno poi dato modo di appurare la corrispondenza dei pezzi asportati con l’imbarcazione, ancora in giudiziale custodia al titolare della Nadir.

Ale.Ro.

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