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Via Lepanto, interdetti gli ex lavatoi

Case popolari. Nuovo intervento dei Vigili del Fuoco e dei tecnici del Comune Come accaduto in via Betti è crollata parte del soffitto in alcuni locali. Residenti sul piede di guerra: «Per la manutenzione è ancora scaricabarile tra Pincio e Ater»

Case popolari. Nuovo intervento dei Vigili del Fuoco e dei tecnici del Comune Come accaduto in via Betti è crollata parte del soffitto in alcuni locali. Residenti sul piede di guerra: «Per la manutenzione è ancora scaricabarile tra Pincio e Ater»

CIVITAVECCHIA – Case popolari sempre più nel caos, con Pincio e Ater che proseguono nell’ormai noto gioco del rimpallo di responsabilità. «Tanto alla fine, a rimetterci, sono sempre i cittadini» hanno tuonato ieri i residenti di via Lepanto, al civico 5. Nella tarda mattinata hanno chiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco e dei tecnici del Comune. La situazione dei nove locali, ex lavatoi, alla terrazza della palazzina alla scala B non è sicura. Anche qui, come a via Betti, inflitrazioni ed umidità hanno fatto cadere parte del soffitto. Anche qui i Vigili del Fuoco hanno sigillato i locali per impedire l’ingresso. Con i tecnici del Comune che hanno preso nota della situazione. L’ennesima. «Non è la prima volta che accadono episodi del genere, ma non abbiamo mai avuto riscontri concreti» hanno spiegato i residenti della zona: otto palazzine, 64 famiglie, di cui la metà proprietaria di casa. Gli altri sono ancora affittuari. «Ma di chi se poi né Ater e né Pincio si degnano di ascoltarci? – si sono chiesti – le palazzine sono state cedute al Comune che DEGRADOle ha rivendute, ma alla manutenzione non ci pensa nessuno. Eppure gli stabili sono fatiscenti, esternamente e all’interno». A fianco degli inquilini sono scesi Fabrizio Reginella e Yuri Olivieri che hanno ribadito come si tratti ormai di un problema sociale che sta dilagando in tutta la città e a cui occorre mettere un freno. «E’ l’ennesima vergogna – hanno aggiunto – questi problemi vanno risolti al più presto come al più presto va effettuata una mappatura degli stabili che sono in queste condizioni e dove, tra l’altro, è presente anche amianto».

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