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Via Ticino, esplode un nuovo caso urbanistico

CIVITAVECCHIA – Si profila un nuovo caso urbanistico in città: ancora concessioni messe in discussione, standard urbanistici che vacillano, liste civiche e partiti che corrono ai ripari e residenti sul piede di guerra. È il caso, stavolta, dell’area strettissima tra via Arno e via Ticino, alle spalle di viale Guido Baccelli. Uno spazio ristretto in cui, al posto delle attuali abitazioni che saranno demolite, dovrebbe sorgere un palazzo di almeno 6 piani, per circa 50 famiglie. “Via Pinelli impallidisce di fronte a questo caso”: ha tuonato il segretario del Repubblicani Europei Vincenzo Monteduro che, poco prima di Natale, avrebbe presentato un altro esposto alla Procura della Repubblica di Civitavecchia proprio su questa possibile nuova costruzione, all’indomani dell’approvazione del piano di recupero di iniziativa privata sul quella zona votata nell’ultimo consiglio comunale. L’attenzione è concentrata sull’illegittimità degli atti e sulla carenza degli standard urbanistici: mancherebbero le garanzie per viabilità e parcheggi. Il piano di recupero è stato fermo per anni, già dai tempi del sindaco De Sio. Ad aprile, poi, la prima delibera per l’acquisizione del piano e, il 22 dicembre scorso, l’approvazione in consiglio, con la presa d’atto della assenza di qualsiasi osservazione e la possibilità di procedere. “L’assessorato competente, quello dei Lavori Pubblici – ha spiegato il capogruppo di Ambiente e Lavoro Vittorio Petrelli – non ha espresso pareri, nonostante delle modifiche introdotte al progetto dalla società proponente, la Varenne Costruzione srl, rinviando invece la questione all’Urbanistica, che ha dato poi l’ok”. Un altro caso urbanistico che si aggiunge, quindi, ai già esplosi via Pinelli, via Papa Giulio II e via Bramante.

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