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Viaggio in Polonia per la classe 3ªE della scuola media Ettore Sacconi

TARQUINIA – La classe 3ªE della scuola media Ettore Sacconi in visita in Polonia nei luoghi simbolo dell’Olocausto. Il viaggio d’istruzione, organizzato dall’istituto scolastico, si è svolto dal 16 al 19 maggio ed è stato un’esperienza significativa per i ragazzi, nonostante il maltempo non abbia permesso la visita ai lager di Auschwitz e Birkenau. Ad accompagnare gli studenti, oltre alle professoresse Patrizia Bonifazi, Anna Fortuzzi e Maria Patrizia Santi, il sindaco Mauro Mazzola, l’assessore alla Pubblica Istruzione Sandro Celli e il presidente del consiglio dell’Università Agraria Daniele Ricci. «L’esondazione del fiume Vistola, grave anche per i morti che ha provocato, ha costretto le autorità polacche alla chiusura dei due campi. – scrivono i ragazzi – Tuttavia quello che ci è stato mostrato e narrato dalla guida Michele è riuscito a creare quel senso di reale che va oltre le parole. Ringraziamo le autorità comunali, provinciali e l’Università Agraria che con i loro contributi economici ci hanno permesso di concretizzare le nostre ricerche e il nostro lavoro di studenti. Un grazie anche per aver potuto condividere questa esperienza con il sindaco Mazzola, l’assessore Celli e il presidente Ricci, che ci ha permesso di vedere gli amministratori in situazioni non ufficiali e di poterli valutare come persone. Speriamo che anche loro abbiano fatto altrettanto nei nostri confronti e che i nostri problemi siano ancor di più diventati i loro problemi». Soddisfazione viene espressa dal primo cittadino, che evidenzia come «il viaggio sia stata un’importante esperienza formativa in grado di far comprendere almeno in parte il dramma dell’Olocausto»; dall’assessore Celli secondo cui «la visita in Polonia ha lasciato in eredità la consapevolezza che questi gravissimi fatti non dovranno mai più accadere e che la vita umana ha un altissimo valore»; e dal presidente Ricci per il quale «i tre giorni sono stati un momento di crescita e di profonda riflessione sulle atroci sofferenze causate dall’odio razziale».

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