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Vinaccia attacca la "triade tideiana"

CIVITAVECCHIA – Gino Vinaccia torna ad intervenire sulla vicenda della consulenza assegnata dalla Asl Roma F ad un professionista locale e attacca quella che definisce la «triade tideiana». «Avrei chiuso subito questa polemica – dichiara – incassando il risultato positivo per i cittadini delle dimissioni dell’architetto se la Asl avesse chiuso ammettendo la leggerezza, senza elucubrazioni letterarie o matematiche. Questi interventi a difesa – prosegue l’assessore – rafforzano la tesi mia e di Messina e confermano l’esistenza di padrini politici». Vinaccia ce l’ha con i «tabellini e i numeri» tirati fuori dalla Asl Roma F per giustificare la nomina del consulente: «La questione non cambia – evidenzia – il problema sono i soldi ‘‘sottratti’’ ai servizi per i cittadini, utilizzati per una consulenza che non avrebbe ragione di esistere. Se tutte le Asl – aggiunge Gino Vinaccia – per fare delle verifiche contabili assumessero dei consulenti esterni, cosa accadrebbe?». Riporta poi le cifre dichiarate dall’azienda sanitaria locale: 33mila euro in delibera, «cosa che cozza con i pianti della Asl che periodicamente chiede soldi e personale alla Regione Lazio». Gino Vinaccia dichiara che a via Terme di Traiano con i numeri non ci sanno fare, parlando anche del crono-programma riguardante i lavori al pronto soccorso e oculistica: «Squarcione -si chiede ironicamente – si sarà reso conto che mancano ancora 120 giorni. Si conferma quindi la sua incapacità di programmazione».
Parla inoltre del termine ‘‘marchetta politica’’, da lui utilizzato nei giorni scorsi per parlare del caso Asl e contestato prontamente dai vertici dell’azienda stessa: «Un termine usato tempo fa da un assessore di centrosinistra della giunta Soru sulla vicenda dei trasporti in Sardegna – chiarisce Vinaccia – sul quale credo sia inutile fantasticare». Cita inoltre l’esempio di Greganti ai tempi del Pci: «Difficile credere che Tidei non ricordi – dichiara – e comunque rimane il fatto che queste assunzioni per noi sono un sistema sbagliato e lo abbiamo dimostrato mettendo al riparo Etm da eventuali ‘‘ingressi. D’altronde – aggiunge Gino Vinaccia – non è la prima volta che Tidei e la figlia del padre (Marietta Tidei, ndr) scoprono questa politica. Ci risulta che Saladini a dicembre del 2006 affidò proprio a Marietta Tidei le funzioni di dirigente dell’area Comunicazione e quelle di capo di Gabinetto. Io questa la giudico una marchetta politica». Prosegue ricordando l’incarico di vicecapo di Gabinetto del presidente del Consiglio Regionale, conferito sempre alla Tidei nei mesi scorsi «per un importo di 40.129,96 euro l’anno. «Occorre autorevolezza e autorità morale per dire certe cose – conclude l’assessore Vinaccia – e io non sono disposto a riconoscere questi requisiti all’onorevole Tidei, né alla figlia del padre. Quella polemica sulla Asl era meglio chiuderla lì».

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