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Vinaccia: &laquo;Vanno valorizzate le figure civitavecchiesi&raquo; <br />

L'assessore alla Cultura, d’accordo con Raffaele Meloro, apre un dibattito sull’esigenza di combattere l’indebolimento del prestigio dei ruoli più qualificanti della città: "Le principali istituzioni dimostrano una mortificazione delle potenzialità locali, persone esterne hanno occupato i più importanti centri di potere. Occorre fare blocco impegnando le migliori energie a tutti i livelli" 

L'assessore alla Cultura, d’accordo con Raffaele Meloro, apre un dibattito sull’esigenza di combattere l’indebolimento del prestigio dei ruoli più qualificanti della città: "Le principali istituzioni dimostrano una mortificazione delle potenzialità locali, persone esterne hanno occupato i più importanti centri di potere. Occorre fare blocco impegnando le migliori energie a tutti i livelli" 

GINOCIVITAVECCHIA – «La nota di Raffaele Meloro sulla prossima nomina del presidente dell’Autorità portuale pone all’attenzione della opinione pubblica una questione che ritengo debba essere raccolta e rilanciata, ed intorno alla quale auspicherei l’apertura di un dibattito più ampio nella città». È quanto afferma l’assessore alla Cultura, Gino Vinaccia, convinto che da molti anni serpeggi in numerosi ambienti cittadini un interrogativo inquietante: «Siamo davvero noi civitavecchiesi una etnia incapace di assumere incarichi, di svolgere ruoli, e o funzioni? Viviamo davvero in una comunità che ha bisogno di tutele esterne in quanto al proprio interno non si riescono ad individuare capacità, professionalità, competenze?». «Se gettiamo uno sguardo alle principali istituzioni della nostra città e non solo a queste, ma anche ad alcune organizzazioni che hanno comunque un peso rilevante sulla vita economica, sociale e culturale della città – prosegue Vinaccia – ci accorgiamo subito che nel corso di questi ultimi anni vi è stata una graduale ma inesorabile mortificazione delle potenzialità locali. Un giro di orizzonte ci dice che personalità estranee alla città hanno di fatto occupato i più importanti centri di potere istituzionale e non: Autorità portuale ( presidente e segretario generale), Asl RmF (direttore generale, direttore sanitario, direttore amministrativo) , Ater (presidente) perfino associazioni ed organizzazioni di massa conoscono la graduale espulsione di figure locali a favore di elementi esterni». Per Gino Vinaccia non si vuole, con queste considerazioni, affermare una visione provinciale e localistica ma semmai rivendicare con forza una dignità ed ancora di più incoraggiare la crescita di energie e potenzialità locali, facendole cimentare nella gestione della cosa pubblica e della vita associativa. «Si tratta cioè di affermare il principio che chi ha legami con il territorio, chi è radicato nella nostra comunità cittadina, chi ama e vive legando il proprio futuro e quello dei suoi figli alla sua crescita – dichiara ancora l’assessore – può essere oggettivamente più motivato nell’impegno politico, sociale e amministrativo. Si tratta ancora di considerare la valorizzazione delle energie locali, come una grande risorsa per la crescita. In tal senso – spiega – uno scatto d’orgoglio credo sia ormai necessario». Secondo Vinaccia il problema è quindi quello di trovare le forme e i modi «perché anche nella nostra città si possano superare le laceranti contrapposizioni che sono tra le cause primarie di questo indebolimento complessivo del prestigio, del ruolo della città e dei suoi elementi più qualificati. Con queste poche righe intendo perciò lanciare soltanto una provocazione che mi auguro sia raccolta. Meloro ha ragione – conclude – aggiungo che il problema non si pone soltanto per l’Autorità portuale ma che abbiamo il diritto e il dovere di far crescere la nostra città utilizzando ed impegnando tutte le sue migliori energie in tutti i livelli istituzionali. Ove questa fosse una esigenza condivisa, la necessità di fare blocco e di fare fronte comune diventa un imperativo per tutti». 

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