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Zuica non parla neanche davanti al giudice

CIVITAVECCHIA – Ancora scena muta per Cosmin Zuica, il 34enne romeno arrestato dagli agenti della squadra mobile della Polizia insieme a quelli del commissariato di Civitavecchia, e accusato di aver accoltellato la sua ex compagna, la connazionale 38enne Niculita Anisoara Candoi, lunedì mattina, all’interno del sottopassaggio ferroviario, a seguito di una violenta lite. Questo pomeriggio, infatti, l’uomo si è trovato di fronte al giudice per le indagini preliminari Marco Mazzeo per l’udienza di convalida d’arresto. Zuica, assistito dall’avvocato Andrea Romani, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Se il pm Pantaleo Polifemo ha ribadito la necessità della custodia cautelare in carcere, l’avvocato ha chiesto per lui l’applicazione di una misura meno restrittiva e, in subordine, gli arresti domiciliari. Il giudice si è preso del tempo per decidere se accogliere o meno la richiesta del legale: molto probabilmente nella mattinata di domani scioglierà la riserva. Non ha parlato e non ha spiegato i motivi che lo hanno spinto a compiere un gesto così efferato, che gli è valso l’accusa per omicidio volontario aggravato da motivi abietti, per aver ucciso la donna a seguito del suo rifiuto di tornare con lui. Così come non aveva parlato neanche martedì mattina in Procura, quando si è trovato davanti al sostituto procuratore titolare dell’indagini, nè davanti agli inquirenti. Dal momento in cui è stato arrestato, infatti, alla stazione Tiburtina di Roma in procinto di salire su un pullman per tornare in Romania e far perdere le proprie tracce ad oggi, il giovane romeno non ha chiarito nulla, non ha parlato con nessuno o raccontato come effettivamente sono andati i fatti. Anche se gli inquirenti lo sanno bene, considerati i filmati delle telecamere a circuito chiuso dello stesso sottopassaggio ferroviario.

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